Magazine Venerdì 30 luglio 2010

Solitudine: «Mi sono sempre sentita trasparente»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Gentile dottore, mi chiamo Michela e ho 35 anni. Mi piacerebbe ricevere un opinione sulle mie considerazioni. Sono figlia unica una ragazza normale a detta degli altri anche carina, ma io mi sono sempre sentita trasparente.
Da piccola esclusa dai giochi, da grande dalle compagnie, ho cercato e trovato l'amore in persone sbagliate, sicuramente anche per una mia colpa inconscia.
Ora da due anni sto con un ragazzo che mi fa soffrire e io per tenermi il suo finto amore mi presto ad ogni sua bassezza: mi chiede soldi, me li ruba, sparisce per periodi, mi tradisce.
Questa situazione mi fa soffrire molto, ma sono angosciata dalla solitudine.
Mi piacerebbe riuscire ad uscirne.
La ringrazio
#BANNER# Buongiorno Michela,
mi spiace che lei si trovi in questa situazione angosciante e quindi incomincerò col dirle che sì, lei ne può uscire. Ma prima vorrei solo provare a fare un ipotesi sul come mai si è arrivati a questo punto. Nella sua mail lei dice che si è sempre sentita trasparente? Forse perché nessuno l'ha fatta sentire importante? E quando dice "sempre" vuol dire che questa sensazione nasce molto lontano nel tempo? Forse sì.
Allora potrebbe essere che le sue paure di oggi siano un eco delle paure di cui soffrono i bambini che temono di non essere riconosciuti e dunque di rischiare di essere abbandonati, in genere, dai loro genitori.
Sì, potrebbe essere andata così. E non è necessario che sia successo davvero qualcosa di brutto o di grave. A volte i bambini (e ancora di più le bambine) sono cosi sensibili che possono risentirsi anche solo per dei modi di fare non capiti, fraintendendo la situazione in cui si trovano o provare paura temendo di avere fatto qualcosa di terribilmente sbagliato, anche se, in realtà (nella realtà degli adulti) non è successo niente di grave. E così, anche se non è del tutto vero, alcuni bambini possono aver vissuto la sensazione di non essere sufficientemente considerati o degni di essere amati dalle proprie figure di riferimento (e questo potrebbe spiegare quella sensazione di "colpa inconscia" che lei avverte). È con simili esperienze che le persone ed ancora di più i bambini arrivano a sentirsi trasparenti. Come se non esistessero col loro corpo, ma sopratutto con i loro sentimenti e sensazioni.

È un'angoscia terribile:piccola e sola in un mondo enorme e incomprensibile senza nessuno al proprio fianco ad amarla e a proteggerla. C'è da spaventarsi a morte. Se si è piccoli.
E presi dall'ansia e dalla sensazione di non valere molto si finisce a scegliere persone sbagliate ed a continuare a subirle.
Ora io non so com'è stata la sua infanzia e, in realtà, non è neanche poi così tanto importante. Se lei ora è qui, a leggere questa mail, a 35 anni, vuol dire che in realtà (la realtà dei fatti) le è andato tutto bene. E che quello di cui stiamo parlando sono impressioni di un lontano passato. Ma le sensazioni restano e lei per paura di perdere quel poco che crede di avere si presta ad essere umiliata perché pensa (crede) che non si può meritare niente di più. Davvero? Davvero lei pensa di non avere nessun altra possibilità migliore di questa? La "bambina" dentro di lei ha paura di rimanere sola. Ma è una lontana paura di una bambina che ora è cresciuta. Sarebbe molto carino che lei si ricordasse che siamo nel 2010 e che ora lei è "grande" e può tranquillamente vivere da sola molto meglio che male accompagnata. Che ne dice?
Saluti

Ventura

di Martina Guenzi

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