Magazine Mercoledì 21 luglio 2010

Tradimento: si può perdonare?

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Magazine - Ho 57 anni, sposata da trenta con l'uomo che frequento da quando ne avevo 19. Una vita matrimoniale serena, due figli meravigliosi che vivono ancora in casa, tante difficoltà superate insieme, la carriera di lui gratificante e che ci permette una vita abbastanza agiata.
All'inzio del 2008 scopro banalmente che lui mi tradisce da quasi due anni con una sua segreteria più giovane di noi, quarantenne. È un fulmine che mi devasta fisicamente e psicologicamente. Lui prima nega, si arrampica sugli specchi ma poi confessa, mi chiede di non lasciarlo perchè la famiglia per lui è troppo importante, è stato un momento di sbandamento, è stato semplice caderci perchè lei si è offerta, l'ha cercato e a lui il diversivo è piaciuto. La storia tra loro finisce immediatamente ed io affronto anche la "signora" perchè all'inizio non si da per vinta, crede di aver finalmente trovato il principe azzurro unitamente, penso, ad una buona sistemazione per sè e le due figlie. Passo un periodo bruttissimo, dimagrisco, non riesco più ad essere serena,
ne risente anche il mio lavoro. Stringo i denti e vado avanti, lo amo da sempre e mi pare di non poter vivere senza di lui, voglio tenere in piedi la famiglia in cui fortemente credo e non buttare via quasi quarant'anni della mia, nostra vita. Vado anche in analisi, prendo pillole per tranquilizzarmi, a lui chiedo che questa signora venga spostata e non dipenda più da lui. Così non è stato. Sono due anni e mezzo che mi tormento. Per lui la cosa è conclusa, è certo che io non lo lascerò mai, il suo comportamento è tornato quello di sempre, al primo posto il lavoro, poche le attenzioni per me. Io invece sto covando una voglia di vendetta incredibile e in certi momenti lo odio con tutta me stessa, mentre in altri mi sembra che tutto sommato vada bene anche così. Mi rendo conto di dipendere da lui emotivamente e sessualmente come mai avrei creduto.
Quel che più mi fa male è che Lui da tutto per scontato, per lui questa storia è stata una parentesi che si è chiusa, mi sconcerta tanto egoismo e talvolta mi pare di avere accanto uno sconosciuto. Questa vicenda mi ha rovinato l'esistenza. Mi rendo conto che per me andare avanti così è impossibile, sono sempre nervosa, non m'importa più di nulla, ho cambiato carattere e sto seccando come una pianta a cui non si da più acqua. Che decisione devo prendere?


Cara Pianta secca,
è molto difficile parlare con una persona che, nella vita, ha avuto una relazione sola. È difficile perché ti manca quasiasi esperienza, a parte forse quella che vedi vivere ai tuoi figli. Sei un bellissimo, poetico, commovente anacronismo ed è meglio che non cambi. Per te -non riusciresti a adattarti a un modo di vita che non ti appartiene solo per rabbia e rancore- e perché sei di esempio, in una società in cui l'esempio sembra non contare più ma, credimi, non è così. Parlo di esempio perché, malgrado i suoi difetti, ami la stessa persona da trent'anni, non la "tieni" per convenienza o con il pretesto dei figli. Che saranno anche in casa, ma di sicuro non più ragazzini. Cercherò di aiutarti a fare ordine, perché hai bisogno solo di quello, di fare ordine e aiutarti a perdonare.
Dunque, ti tormenti da due anni e mezzo e tuttavia escludi che la storia continui. Hai avuto un chiarimento coraggioso anche con l'ex amante di tuo marito, quindi non dovresti più avere dubbi. Perché tormentarti? Perché un uomo un tantino psychorigide come dicono i francesi si è comportato da maschio? Eppure lo conosci così bene. Sai quali sono le sue priorità, sai che ti da per scontata come fanno i mariti, lo ami lo stesso, sei piena di passione, non hai decisioni da prendere, neppure quella di comprarti la guepière per risvegliare un desiderio che, a quanto leggo, non è mai venuto meno.
Puoi -non mi permetto di dire devi- continuare la terapia se ti fa bene e scendere a patti con quello che non riesci a metabolizzare in nessun modo. Il tradimento e l'egoismo. Con il secondo convivi da trent'anni e sai che lui non cambierà. Il primo sembra sia stato il primo e l'unico. Perdono ma non dimentico (E. Kusturica), hai scelta? Non vuoi andartene, tra l'altro lo scrivi chiaro. Fargli un paio di corna non servirebbe se non a umiliarti, perché non sei così, prendere le distanze sarebbe un rimedio temporaneo, lui si avvicinerebbe e alla fine tutto tornerebbe come prima. Posso soltanto consigliarti di eliminare il rancore, perché non serve a niente, ti rode, ti fa male, ti avvilisce e tormenta. E in parte è frutto della ferita narcisitica che ti ha inferto il marito. Ricordalo sempre, il marito. Se proprio vuoi tenere un po' di rancore, riservalo a lui. L'ex amante non è un problema tuo, è una persona che ha fatto i suoi interessi -più o meno nobili- e non merita nè rancore nè disprezzo. Un giudizio etico, se proprio ne senti il bisogno, ma niente di più. Attribuisci tutte le responsabilità al responsabile, metti a posto le cose, se hai ancora dei dubbi approfondisci e liberatene -questo è fondamentale- poi chiudi la parentesi, metti su qualche chilo, perdona e non dimenticare. Riscopri quella passione che si legge così bene nella tua mail.
Ti auguro di farcela, nel modo migliore, con meno stess e soprattutto di scendere a patti con il rancore.

Antonella

di Martina Guenzi

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