Magazine Giovedì 15 luglio 2010

Sogni ricorrenti: «I serpenti mi inseguono»

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Magazine - Salve,
mi chiamo Andrea e ho 19 anni. Devo essere sincera, non credo molto in questo tipo di cose, ma qualcosa mi dice che è giusto quello che sto facendo. Molto spesso mi capita di fare un sogno in cui io e mio padre, che non vedo da molti anni, stiamo correndo su una strada del paesino dove sono cresciuta. Quello che mi spaventa è che siamo inseguiti da dei serpenti enormi. Riusciamo ad entrare in una casa e lì prendono mio padre. Io lotto contro i serpenti e li uccido, ma non riesco a salvarlo. La prego, mi dica se ha un significato.
Grazie


Saluti Andrea.
Sincerità per sincerità, devo confessarle che mi è scappato un sorriso al pensiero di essere catalogato nel file questo tipo di cose. In ogni caso, neanche io vorrei che lei, a queste cose, ci credesse e basta. Non ho mai pensato che nel Lettino Virtuale ci dovessero essere delle verità assolute. L'ho sempre considerato come uno spazio dove esprimersi e dove poter ricevere, in cambio, uno stimolo per riflettere meglio su quello che ci accade nella nostra vita, nei nostri pensieri e nelle nostre sensazioni. Credo che già lo scrivere e il leggere di noi ci possa aiutare a vedere le cose da un altro punto di vista. E spero che questo cambio di prospettiva diventi un aiuto per andare avanti, più sereni e più sicuri.
Volevo farle notare che lei, nel suo sogno, corre assieme a suo padre nel posto della sua infanzia. Corre via, inseguita dai pericoli delle insidie della vita che inesorabilmente vi raggiungono. Minacciano lei e prendono suo padre. E lei lotta, da sola, a diciannove anni, contro i serpenti, e vince, con le sue forze e nonostante la sua vittoria, perde suo padre. In sogno.
Sì, certo. Ma siamo sicuri che sia solo un sogno? Forse se dovessi raccontare una fiaba per spiegare come si smette di essere bambini e si comincia diventare grandi verrebbe anche a me da raccontare una storia simile. E a volte i sogni servono a raccontare anche questo.
Così, quando arriva il tempo di dover scoprire come cambia il modo di andare avanti della vita, molti si ritrovano ad affrontare l'ambivalenza degli affetti e a fare sogni come il suo. Forse anche io devo aver fatto sogni come questo. Con la differenza che in quei miei sogni, il ruolo di chi non riuscivo a salvare, molto probabilmente, era di mia madre.
Ovvio no? Doloroso, ma inevitabilmente evolutivo.
Buona Estate. Anche se, in realtà, per lei è appena cominciata la primavera.

Saluti,
Ventura

di Martina Guenzi

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