Magazine Venerdì 2 luglio 2010

Premio Strega: Antonio Pennachi vince con 'Canale Mussolini'

Magazine - Canale Mussolini di Antonio Pennacchi si aggiudica con 133 voti il Premio Strega 2010.
Una vittoria a sorpresa, con soli quattro voti di scarto dalla seconda classificata, che porta per il quarto anno consecutivo la casa editrice Mondadori ad aggiudicarsi il prestigioso premio letterario.

Resta invece a bocca asciutta la ventiquattrenne esordiente Silvia Avallone, a cui 129 voti non bastano per confermare i pronostici della vigilia, che davano il suo Acciaio (Rizzoli) probabile vincitore. Per Avallone la giuria dello Strega rinuncia quindi a ripetere l'effetto Giordano di due anni fa, quando facendo trionfare un esordiente alimentò la strategia di marketing che aveva fatto de La solitudine dei numeri primi (Mondadori) un caso letterario da manuale.

Tra i delusi dell'edizione anche il regista Paolo Sorrentino, che coi 59 voti raccolti dal suo Tutti hanno ragione (Feltrinelli) non riesce a eguagliare il successo raggiunto in campo cinematografico con il Divo, fermandosi al terzo posto.
Nella cinquina dei finalisti, resa nota il 10 giugno scorso, anche Matteo Nucci con Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie), al quarto posto con 38 voti, e Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango, 32 voti).

Antonio Pennacchi, sessantenne originario di Latina, è approdato alla letteratura dopo una vita passata in fabbrica a turni di notte. Ha raggiunto il successo nel 2003 con Il fasciocomunista, da cui è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico, seguito da Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni e Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce. Lo scrittore ha dedicato Canale Mussolini e la vittoria al fratello giornalista Gianni.

Nel suo ultimo romanzo Pennacchi ripercorre la storia dei Peruzzi, famiglia contadina sradicata insieme a molte altre dalla bassa padana e spinta al sud per colonizzare l'agro pontino. Terra afflitta dalla malaria e vetrina per le attività di bonifica del Duce, l'area del Lazio diventa lo scenario per le vicende dei Peruzzi, guidati dal fascistissimo zio Pericle. Una saga familiare sullo sfondo di una delle campagne di propaganda più forti del Ventennio.

di Matteo Paoletti

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