Magazine Martedì 29 giugno 2010

La cura. Anche tu sei un essere speciale

È in libreria La cura. Anche tu sei un essere speciale, di Giuseppe Pulina (Zona, 2010, pp. 120, 11 Eu).
Di seguito vi proponiamo l'introduzione.

Magazine - Ci sono canzoni che solo canzoni non possono dirsi. Ci sono canzoni che si vorrebbero lanciare nell'etere, oltre l'atmosfera, perché – non si sa mai – extraterrestri in missione possano assaporarne il gusto e, prima di toccare terra, farsi una buona idea degli esseri che la abitano.
Se non è ancora accaduto (e c'è chi ci pensa da tempo), capiterà che Imagine di John Lennon, What a wonderful world di Satchmo o una delle nove sinfonie di Beethoven finiscano per davvero nel cielo, a gravitare, dentro capsule speciali, intorno al pianeta. Dovranno essere canzoni di amore e di pace, e dovranno venire selezionate attraverso un repertorio sterminato, perché non c'è stata epoca e non c'è stato popolo della storia che non abbiano avuto la loro bella canzone d'amore.

Confesso di non sapere (ma chi potrà mai smentirmi?) se gli abitanti di altri ipotetici mondi siano dotati di orecchie e abbiano, quindi, mezzi adatti per intendere la musica. Ho però la certezza che tra le tante belle canzoni d'amore del nostro tempo saprei, senza tanti indugi, sceglierne una. È la canzone che sin dal primo ascolto mi ha lasciato dentro una traccia profonda. Eppure è stato un primo ascolto occasionale e distratto, proprio come succede tutte le prime volte in cui l'involontarietà dell'atto è garanzia della sua eccezionalità.

Il primo ascolto che non si scorda mai, perché non lascia memoria palpabile di sé, ma solo uno sfuggente retrogusto di vita. È La cura di Franco Battiato. Canzone superba, unica, rapsodica e cerebrale, che non potrà mai venirmi a noia. Una chanson d'amour che, come si cercherà di spiegare in questo libro, non parla solo di amore.
Come tutte le belle cose del mondo, avrei voluto custodirla tutta per me. Mi costa ammetterlo, ma devo confessare che quando scopro qualcosa di nuovo e di estremamente bello, mi assale il timore che altri possano goderne. Misantropo e presuntuoso, inciampo allora nel cattivo pensiero che non tutti siano degni della bellezza. Nello stesso tempo, fortunatamente, vorrei però che la bellezza che mi ha rapito venisse riconosciuta anche dagli altri, e che ciò che è bello per me lo fosse per tutti.

Per La cura di Battiato questo poco nobile meccanismo protettivo non ha avuto tempo sufficiente per innescarsi. Quando le note della canzone hanno intrapreso il loro primo viaggio nell'etere della radiofonia, non c'è stato tempo e modo per evitare che il contagio si diffondesse rapidamente. È vero, c'è chi da quel contagio è rimasto immune, perché considera La cura una canzone come tante altre, se non addirittura spocchiosamente ruffiana per quel suo modo di parlare d'amore, facendo leva sui più nobili sentimenti dell'uomo. Resistere alla seduzione dell'ascolto de La cura non deve essere stato però facile, come dimostra il caso di tutte quelle persone che, non amando in modo particolare Battiato, hanno dovuto fare un'eccezione per questa canzone. Come si fa, d'altronde, a resistere al richiamo di chi dice di considerarti un essere speciale? Sapevamo di esserlo, speciali, ma nessuno ce lo aveva mai detto prima.

Basterebbe questo per farci vacillare, per indurci a cambiare idea. Ma in che cosa consisterebbe la bellezza de La cura? È bella perché è piacevole all'ascolto, perché sembra veramente poterti ristorare dalle fatiche, perché è una canzone di pace e perché contiene una raccomandabile istigazione alla felicità. A chi avrà la ventura di seguirmi suggerisco di alternare di tanto in tanto la lettura di queste pagine con l’ascolto della canzone e, quando riterrà utile farlo, di ripassarne anche il testo. Se poi volesse farne tesoro, sarebbe il lettore a prendersi cura delle mie attese e del piccolo libro a cui sono state affidate.

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incotrerai sulla tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.

di Martina Guenzi

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