Concerti Magazine Venerdì 25 giugno 2010

Max Gazzè: con 'Quindi?' inizia un nuovo corso

Magazine - «Ultimamente sono un po' fuori dalle cose: ascolto poca musica, vivo in campagna, faccio il giardiniere. Raccolgo e coltivo albicocche». Per un attimo ci credo davvero, Max se ne accorge e aggiunge ridendo: «Non è vero, vivo a Roma, ma fuori dalle cose lo sono davvero».
Una nuova etichetta discografica, l'inizio della carriera di attore, la fine di un matrimonio. Il 2010 è un anno di cambiamenti per Max Gazzè, artista ancora considerato alternativo pur avendo partecipato a tre Festival di Sanremo.

Il nuovo album Quindi?, uscito ai primi di maggio, è fin dal titolo uno specchio fedele della rivoluzione in corso nella sua carriera: un disco diretto, raffinato, in cui le canzoni si legano l'una all'altra in maniera naturale, sfuggendo i cerebralismi che avevano caratterizzato la sua produzione precedente. «Non posso fare delle cover di me stesso - precisa Gazzè - Nel nuovo disco ho cercato un approccio compositivo diverso, sforzandomi di trovare nuovi modi di scrivere».

Con un linguaggio più maturo, il nuovo album ci racconta di un Gazzè diverso. Come spiega lo stesso cantante: «Non ho cercato il prodotto di tendenza: meno artificioso, meno ermetico, più artistico, nel disco ho voluto descrivere sensazioni in maniera più diretta».
Una fase nuova della sua produzione in cui, però, il cambio di casa discografica non c'entra: «Il cambio di etichetta non ha influito: pubblicare un disco è un punto di partenza, ma per potersi emozionare è necessaria alla base un'idea artistica».

Quindi? nasce da una scrittura musicale organica, che diventa la base per la stesura di testi complessi: nonostante alcuni brani, su tutti Stonehenge, nascano da giri di basso («degni di Marcus Miller», chiosa Gazzè), l'istinto del bassista si smorza per affrontare la composizione nell'insieme, fornendo il supporto musicale per la collaborazione con Gianni Gimmy Santucci, autore dei versi.
Ricorda Gazzè: «I temi musicali sono miei, ma gli argomenti sono discussi assieme a Gimmy: ne parliamo tutto il pomeriggio, poi lui il giorno dopo torna con uno scritto che sintetizza il nostro incontro. Mi intriga lavorare sulla parte letteraria, per focalizzare sull'alchimia con la musica, per aumentarne la creatività. La scrittura dei testi mi permette di indentificare colori diversi nei vari brani: le parole sottolineano alcuni passaggi e, nella loro ironia, pochi versi riescono a condensare significati complessi, con infiniti rimandi. Basti pensare che l'Università di Leida, in Olanda, li ha studiati nelle loro diverse sfaccettaure. Non ne ha parlato nessuno».

Fra i testi più dibattuti dell'album, quello di Storie crudeli, un pezzo sulla cattiveria delle favole, dove il mondo fantastico e disturbato narrato dai fratelli Grimm ha come corrispondente moderno i Teletubbies: mentre le storie popolari, pur nella loro impressionante crudeltà, raccontavano la morale di una società violenta, i pupazzi televisivi di oggi, afferma Gazzè «insegnano solo ai bambini a essere dei robot. Cenerentola ed Hänsel e Gretel creano dei mostri, ma hanno a volte anche un involontario sfondo ironico: pensiamo a Biancaneve e al suo rapporto equivoco coi sette nani, sul quale è meglio rimanere nell'ambito del gossip. Ma i Teletubbies no: fanno parte di un programma della Bbc finalizzato alla creazione di automi. E noi non ne abbiamo bisogno».

Al di là dell'impronta (dis)educativa, la tv riveste comunque un ruolo di primo piano nel mercato discografico, dalla promozione dei dischi fino alla creazione dei nuovi cantanti-prodotto, sfornati a ciclo continuo dai talent-show e pronti a essere sostituiti di anno in anno dal modello più recente.
Un sistema quasi industriale che, comunque, non impensierisce Gazzè: «Amici e X-Factor sono solo una moda: cambieranno nel corso degli anni, ma questi programmi non sono un problema per la musica, sono più un problema per i ragazzi che li fanno. Alcuni hanno valore, ma quando collochi una persona sulla cresta dell'onda devi essere sicuro che sia in grado di nuotare. Questi ragazzi vengono bruciati dai meccanismi: mi auguro riescano a trovare strade diverse per far maturare il loro talento».

Se la tv viene vista come una scorciatoia per il successo, magari effimero, i giovani talenti si scontrano con un settore in piena crisi dove, come ricorda Gazzè, «c'è un po' di malcontento: come nel resto del mondo mancano i soldi per i live e per i dischi». Un mondo in cui le vie tradizionali non funzionano più: «A fine concerto tanti ragazzi mi lasciano i loro cd: più sono interessanti più mi spiace, perché il mondo discografico è pieno di barriere. Lo è per chi è già affermato, figuriamoci per chi deve affermarsi o iniziare una carriera. È un momento decadente, ma la crisi non è colpa di internet. La rete è un mezzo in evoluzione, del quale ci manca la consapevolezza. Bene sarebbe sederci a un tavolo e usare la nostra creatività per trovare soluzioni nuove, idee diverse che vadano oltre la tradizionale produzione di un album».

Tra i nuovi progetti intrapresi quest'anno, spicca la partecipazione di Max Gazzè a Basilicata coast to coast, il film di Rocco Papaleo in cui il cantante, a fianco di Giovanna Mezzogiorno, interpreta il ruolo di un musicista muto. La storia racconta di un gruppo di artisti che tentano di raggiungere a piedi il luogo lontano dove dovranno esibirsi. Un on the road attraverso la Basilicata che diventa un viaggio introspettivo, quasi un pellegrinaggio con parecchia autobiografia. Per il Gazzè musicista, a inizio carriera professionista in giro per l'Europa, questa è «una situazione nella quale mi riconosco, anche se nel personaggio non so quanto c'è di mio. Ma il viaggiare, il raggiungere obiettivi e, soprattutto, dare la vita per raggiungere il concerto sono certamente parte di me».

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

La donna elettrica Di Benedikt Erlingsson Drammatico 2018 Halla è una donna dallo spirito indipendente che ha superato da un bel po' la quarantina. Dietro la tranquillità della sua routine si nasconde però un'altra identità che pochi conoscono. Conosciuta come "la donna della montagna",... Guarda la scheda del film