Giovanna d'Arco al Carlo Felice - Magazine

Giovanna d'Arco al Carlo Felice

Magazine - Maggio: Martedì 15, ore 20.30; Venerdì 18, ore 20.30; Sabato 19, ore 16.00; Domenica 20, ore 15.30; Martedì 22, ore 20.30; Mercoledì 23, ore 15.30

Dramma lirico in un prologo e tre atti
Libretto di Temistocle Solera dal dramma “Die Jungfrau von Orléans” di Friedrich Schiller
Musica di GIUSEPPE VERDI

Direttore: NELLO SANTI
Regia: WERNER HERZOG
Assistente alla regia: PIETRO MEDIOLI
Messa in scena, scene e costumi: HENNING VON GIERKE
Movimenti scenici: LUCKI STIPETIC
Personaggi e interpreti:
Carlo VII, re di Francia: ROBERTO ARONICA (12, 15, 18, 20, 22)
GIORGIO CASCIARRI (20, 23)
Giovanna, figlia di Giacomo: MARIELLA DEVIA (12, 15, 18, 20, 22)
ADRIANA MARFISI (19, 23)
Giacomo, pastore di Domremy: FRANCO VASSALLO (12, 15, 18, 20, 22)
GIORGIO CEBRIAN (19, 23)
Delil, ufficiale del re: PAOLO ZIZICH
Talbot, comandante degli inglesi: GRAZIANO POLIDORI
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO CARLO FELICE
Maestro del Coro: CIRO VISCO


Argomento
L’opera si svolge in Francia intorno al 1429. Il re Carol VII in seguito alla sconfitta con gli inglesi decide di abdicare. Depone armi ed elmo ai piedi della Vergine, nella capella posta nella foresta. Nello stesso luogo si trova addormentata Giovanna che al suo risveglio legge le armi come il segno della Vergine alla sua preghiera. Il padre, che la sospetta di stregoneria, la spia. Giovanna e Carlo partiranno insieme per la battagliae una volta tornati vincitori si troveranno di fronte alle accuse rivolte all’eroina di stregoneria. Dalle quali Giovanna stessa non si difenderà cadendo vittima del suo senso di colpa per aver ceduto all’amore terreno verso Carlo. Il padre però riuscirà a capire l’equivoco, libererà Giovanna, che tuttavia cadrà in battaglia ferita a morte. L’opera termina con un prodigio: Giovanna rivive per assistere alla chiamata della Vergine in cielo e poi muore.


Note intorno all’opera tratte dalla "Conferenza Illustrativa" tenuta da Stefano Cantucci, il 9.05 presso L'Auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice:

Giovanna d’Arco è l’ultima opera che Verdi scrive con Solera, compilatore di grande talento che godeva della completa stima del compositore. Per questo restano pochi documenti – rispetto alla collaborazione tra Verdi e il librettista Piave – a testimonianza del lavoro compiuto insieme, complice anche il fatto che Verdi e Solera stavano entrambi a Milano.
L’opera andò in scena la prima volta al Teatro della Scala il 15 febbraio 1845, ottenendo un grande successo che portò a quattro repliche alla settimana fino alla fine della stagione.
Difficile anche la ricostruzione della nascita del soggetto, che Solera afferma essere assolutamente originale e non mutuato da Schiller, né tantomeno dai francesi o da Shakespeare.
Tuttavia si riscontrano forti somiglianze sia con il testo schilleriano che con quello shakespeariano. Nella Giovanna d’Arco di Schiller, per esempio l’eroina muore in battaglia e non sul rogo, e pone al centro della trama una storia d’amore mal vissuta. Il finale Solera lo prende dunque da Schiller, mentre il tema dell’amore terreno di Giovanna viene tracciato sulle line di sviluppo shakespeariane.
Solera pesca da varie fonti, ma quello che mette in atto è costruire una storia intorno a tre personaggi riducendo in questo modo drastico i tenta personaggi schilleriani. Tutto ruota intorno a Giovanna, Carlo VII re di Francia e Giacomo padre dell’eroina. È questo un primo passo di Verdi verso la concentrazione dell’opera su un unico personaggio, cosa che accadrà nei lavori più maturi. In Giovanna d’arco si assiste ad una contrapposizione di caratteri, non ad uno sviluppo vero e proprio, fatta eccezione per il personaggio del padre.

Un intervista con Werner Herzog a Genova in occasione della sua regia dell'opera verdiana Leggi l'articolo

Dal 7 maggio al 14 giugno è possibile assistere alla mostra "Una cinquantina d'inverni. La Genova di Giuseppina Strepponi" nelle sale del Museo dell'Accademia Ligustica. La mostra curata da Roberto Iovino, Roberto Beccaria, Gianfranco Bruno e Calogero Farinella rientra nell'amnbito delle Celebrazioni Verdiane Genova 2001, ed è un perscorso trasversalew nella storia ottocentesca della città. Scandita dai rapporti personali e professionali che il compositore ebbe con la città fin dagli anni '40.
Orari: martedì e mercoledì 9-13, giovedì, venerdì e sabato 14-19, Ingresso L.10.000.

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