Magazine Mercoledì 16 giugno 2010

Posta del cuore: donne sull'orlo di una crisi di nervi

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Magazine - Salve Antonella,
le scrive una donna sull'orlo di una crisi di nervi. Ma toglierei orlo, sì. Trentacinque anni compiuti, il mio è un matrimonio felice, conosco il mio uomo dai banchi di scuola e lì galeotto fu il libro e chi lo scrisse. I nostri studi proseguono insieme. Siamo due insegnanti, io di filosofia, lui di diritto. Decidiamo di sposarci dopo otto anni di fidanzamento. E di comprare una casa. In fin dei conti le nostre famiglie ci hanno anche aiutato, e tanto.
Qualche anno dopo arrivano i figli, tre splendidi cuccioli da ammaestrare. Il più piccolo è alle elementari, il medio un pre-adolescente, il primogenito inizierà la quarta ginnasio a settembre. Ecco, Antonella, da due mesi a questa parte sento qualcosa di strano in me. Torno a casa dopo una giornata lavorativa, mi chiudo in bagno e piango, piango, piango. Mi prende uno sconforto tale che mi pare di sprofondare in un abisso, un vortice che pare risucchiarmi. L'altra sera ero davanti la tv e sembravo una fontana. Piango e non so perché. Ho tutto quello che ho sempre desiderato. Un marito che amo, dei figli meravigliosi, una vita professionale soddisfacente che ben si concilia col mio ruolo di mamma. Ho pensato di rivolgermi ad uno strizzacervelli, dicono che faccia bene. Si parla, e via, senza vincoli. E stavo progettando un weekend con una mia amica a Forte dei Marmi, così per staccare dalla logorante routine. Forse sono i vincoli a frenarmi: la famiglia, il lavoro, i figli. Punti fermi. Sarei solo una povera pazza a volermene allontanare. Forse è soltanto una cosa passeggera, e fondamentalmente ho bisogno di aria. Aspetto una tua risposta, ti abbraccio.
Rosanna '75



Cara Rosanna,
per cominciare opterei per il weekend a Forte dei Marmi: la tua mail mi ha dato l'impressione di un bel po' di stress accumulato a forza di impegnarti a essere impegnata. Ad assumerti responsabilità sempre più onerose: lavoro, casa, marito, figli, tutto in ordine perfetto, troppo come ogni volta che l'ordine è perfetto.
La frase sui cuccioli da ammaestrare mi ha colpita. Sembra che tu affronti la vita come un soldatino, votato al dovere. Che, per carità, di questi tempi è merce preziosa, vale oro il senso del dovere. Ma, se lo porti all'estremo, suggerisce una grande insicurezza di fondo, un discreto senso di inadeguatezza e soprattutto un bisogno estremo di allentare un poco le briglie. Le tue. Quelle che da quando sei nata, credo, tiri all'inverosimile. Non a caso hai sposato il primo uomo della tua vita, mai ti saresti permessa di sbagliare in una scelta.
Ora senti il peso di tutto quello che hai accumulato in anni di ricerca della perfezione e sono pienamente d'accordo con te nel rifiutare ogni soluzione drastica. Come sempre ci vogliono buon senso e realismo. Concedi più tempo a te stessa, prenditi una sera alla settimana per le amiche, un weekend ogni tanto. Cercando di non sconvolgere la prole, conservatrice come solo i figli sanno essere.
Qualcosa mi dice che tuo marito, invece, capirà: di sicuro hai scelto l'uomo giusto.
Cambia con calma e sopporta il dolore che arriva da chissà dove per un po', magari basta allentare la tensione. Se così non fosse, allora cerca un buon psicoanalista e mettiti in terapia: non sei tipo da soluzioni preconfezionate, hai bisogno di riflettere.
E sono sicura che ce la farai, ma auguri comunque, per rispetto alla tradizione.
Antonella

di Martina Guenzi

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