Weekend Magazine Sabato 2 dicembre 2000

Scegliersi una tenda

Magazine - (Secondo me, compiuti i diciott'anni, bisognerebbe avere una tenda a testa per legge).
Le case dividono i loro prodotti in tende da "montagna", "trekking" e "campeggio": cercheremo di individuare l'identikit di una tenda "generalista", adatta a qualsiasi tipo d'impiego, dai monti al mare.
Quindi: peso medio, prezzo non esorbitante, facile e pratica da montare, sufficientemente fresca e sufficientemente calda.
Cominciamo col decidere il budget: una limitazione del tipo "non oltre le 300mila" taglia fuori tutte quelle supertecniche ultralight e individua una gamma già di ottima qualità, con possibilità magari di risparmiare ancora qualche liretta.
Da quanto la vuoi grande? Il meglio forse è da tre: va bene ed è larga per due (la coppia), è giusta per muoversi con gli amici (e il trio è la formazione migliore), si adegua (magari con un po' di sofferenza) a quattro.
La forma. Gli absidi in una tenda sono necessari, ce ne vuole almeno uno ampio davanti (da poterci cucinare, cambiarsi o sbatterci in fretta gli zaini), possibilmente uno anche dietro, se non grande come quello anteriore comunque che permetta di tenerci almeno due zaini.
All'abside anteriore si allaccia automaticamente il discorso sull'entrata. Ci sono due tipi di absidi e due tipi d'entrate: l'abside trapezoidale, con tre lati, e quello triangolare con due. In quest'ultimo caso, l'entrata è necessariamente su un lato obliquo, nell'abside trapezoidale può essere invece sul davanti. Una porta di questo tipo, sul lato anteriore, non influisce minimamente sul buon "tiraggio" del sopratelo, mentre una porta aperta sul lato obliquo dell'abside comporterà inevitabilmente una caduta di tensione del sopratelo proprio sopra l'abitacolo interno.
La paleria merita un discorso a parte. I pali in alluminio sono più resistenti di quelli in vetroresina e quindi consigliabili, ma costano di più. Valutate attentamente come è costruita la tenda: soprattutto se i pali devono essere infilati in una guaina per reggere l'abitacolo o il sopratelo; tenete conto che questa operazione è menosissima e quando siete in emergenza (ad esempio quando piove) la odierete a morte. No quindi a guaine per l'abitacolo, nì a quelle del sopratelo (lo rendono più stabile al vento).
Troverete a volte tende in cui per primo bisogna montare il sopratelo. Hanno il pro che se piove salvate dall'acqua l'interno, ma il contro che per montarlo dovrete strisciare ventre a terra dentro la tenda, che peraltro fa filtrare poca luce. In linea di massima, una tenda a montaggio tradizionale (prima l'interno - poi l'esterno) è più funzionale: se piove, con una buona coordinazione e se non siete soli, riuscirete ad esporre l'abitacolo all'acqua massimo un minuto.
Il fondo: palpatelo bene quando siete in negozio. Se si tratta di una plasticaccia, sappiate che vi salverà dal bagnato ma che si screpolerà col tempo. Se invece è un tessuto, controllate che sia resistente e un minimo spesso: anche se pesa di più, vi preserverà maggiormente dall'umido.
Le "gonnelle" del sopratelo sono vitali per un uso sportivo, ma d'estate in un campeggio vi uccideranno, impedendo il benché minimo di ricircolo dell'aria: spesso alcune case (Ferrino) offrono dei fermaglioni che le fissano arrotolate.
Un ultimo appunto riguarda le misure. Cercate quelle più standard possibili! Una volta - dopo lunghe indagini - sono riuscito a comprare una tenda d'alta montagna molto performante con le identiche misure di una scassona leggerissima da 50 mila lire: per i miei interrail o per il mare usavo il sopratelo di quest'ultima sull'interno di quella bella, mentre per i giri in montagna recuperavo quello ufficiale, caldo e resistente.

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