Magazine Martedì 18 maggio 2010

Chat: l'amore a distanza. Come fare?

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Magazine - Cara Antonella,
sono davanti allo schermo che mi ha fatto e mi fa tormentare il cuore. La mia storia è nata qui, da due anni o poco più. Sono Elisa, siciliana, 28 anni. Lui, mio coetaneo, piemontese. Sì, hai letto bene, un torinese. È accaduto su una piattaforma on line, non mi ero mai legata a persone conosciute nel web, lo trovavo squallido, e da ultima spiaggia. Ma con lui era diverso, sarà retorico dirlo, ma è così. L'intesa nacque sin da subito. Un piccolo dettaglio: 1500 kilometri di distanza. Un'ora di aereo, 18 o giù di lì di treno. Dopo qualche mese decidiamo di vederci dal vivo. Ci vediamo a metà strada, a Bologna. Poi gli incontri si riavvicinarono, ed eravamo presi sempre più. E la distanza la vedevamo come secondaria, quasi sdrammatizzavamo quella minuzia telefondoci ogni giorno, raccontandoci le nostre giornate, ridendo, piangendo. Ma col tempo le cose cambiano. Ti innamori. La distanza pesa. Occhio non vede, cuore non duole si dice. Ma non è sempre così. L'ultimo nostro appuntamento risale ad un mese fa. Piangevamo come due stupidi alla stazione, sembravamo i fidanzatini di Peynet, il countdown per separarci ci distruggeva. Io non so più che fare. Il mio lavoro purtroppo mi impone di rimanere qui, non posso essere trasferita. Lui stessa cosa. La verità è che vorrei lasciare Palermo, staccare da tutto e tutti, ma ho paura. Paura di giocarmi quella carta così importante che è il lavoro. Sono ad un bivio, quello che ci propone l'amore quando meno ce l'aspettiamo e devo decidere. Aspettando una tua risposta, ti mando un saluto affettuoso. In ogni caso grazie di avermi ascoltata.


Cara Elisa,
al tempo della crisi si muore di paura, è un fatto. La gente si spostava di più nel Mediovevo che oggi. Paradossalmente anche per loro il motore era la paura: delle guerre, delle malattie, delle carestie. E tuttavia l'umanità è progredita -nel bene e nel male- grazie a coraggiosi cervelli in fuga che hanno saputo trovare la forza di lasciare proprio le situazioni magari comode, ma non alla loro alla loro altezza, per trovarne di migliori, per lavorare su ciò che desideravano e che spesso è servito addirittura all'umanità.
Ora non so quale sia il vostro caso, il viziaccio di non contestualizzare, di non dirmi che cosa fate, vi gioca contro. Non conosco la vostra situazione economica, nè riesco a immaginare se uno dei due potrebbe trovare un'occupazione adeguata nella città in cui vive l'altro. Quindi che posso dirti, Elisa, se non di mettervi di impegno entrambi per trovare un lavoro adatto e di emigrare come hanno fatto in tantissimi? Magari potreste cambiare città entrambi, per partire a condizioni pari.
Non ti nascondo -anche perché lo sai già- che diffido non tanto degli amori portati dal web, perché siete stati prudenti e sembrate collaudati, quanto degli amori a distanza. Perchè quando si sta insieme per un tempo limitato, si da il meglio di sé. Quindi scommettere in questo caso è più difficile e rischioso che nei casi in cui non ci sia in ballo un cambio radicale di esistenza. Ma provateci e mettetevi alla prova, cercando entrambi un posto di lavoro e, insisto, in una città diversa dalla vostra. Cominciate da zero insieme, è un bel modo di amarsi, di darsi fiducia reciproca da subito.
Auguri cara,
Antonella

di Martina Guenzi

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