Magazine Venerdì 14 maggio 2010

Ho paura della solitudine

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Magazine - Gentile signor Ventura,
sono un ragazzo di 27 anni che purtroppo, pur non essendo brutto, è vittima della fissazione di rimanere solo. Mi sono laureato in fretta e sto iniziando a svolgere l'attività di avvocato, però purtroppo non ho mai avuto una ragazza. Quello che era solo un problemino, col tempo si è trasformato in una brutta fissazione che mi impedisce di vivere bene, anche perché non vedo soluzione al problema.
Infatti solo in un anno sono uscito con nove ragazze, ma non ho cavato un ragno dal buco e non so se ciò dipende dal mio modo di pormi. Ho sfidato e vinto la timidezza che avevo ma, nonostante tutto, la fatica per arrivare al risultato aumenta e io sono arrivato a credere che dovrei smettere di cercare, ma il pensiero non smette di martellarmi, dicendo che se non mi muovo non la troverò mai.
Anche gli amici stanno mollando i contatti con me a causa di questa fissazione che ho. Non so più assolutamente che fare e cerco il consiglio di una persona esperta che per lo meno sappia dirmi come riuscire nell'intento senza stare così. La sola idea di continuare a provare mi sfianca. Alcuni dicono che sono un po' scorbutico, ma quando sono con gli altri non mi sembra di esserlo. Non ne posso più, dato che è un anno che questa fissazione non mi fa vivere bene, però l'obiettivo di trovare una ragazza non riesco a metterlo in un cassetto.
Andrea



Buongiorno Andrea.
La ringrazio di aver scritto per esprimere il suo disagio o, come lo definisce lei, la sua frustrazione. Solo che proprio leggendo la sua mail mi sono sorti alcuni dubbi, che vorrei riuscire a chiarire.
Lei focalizza quella che definisce la sua fissazione nella paura di rimanere solo, ma questa paura può avere motivazioni diverse e dunque soluzioni diverse. Lei invece cerca la sua soluzione in una ragazza, che però non trova.
Ora, senza usare troppo tempo per ricordare che i fidanzati non sono una terapia, non riesco a capire cosa vuol dire quando ha conosciuto ben nove ragazze ma non ne ha cavato un ragno dal buco. Nel senso che non ha avuto rapporti sessuali o nel senso che non ha avviato dei rapporti che siano riusciti a farla sentire meno solo?
E soprattutto, come pensa di trovare nell'oggi qualcuno che possa davvero garantirle così tanta sicurezza per il suo futuro? Ma visto che questo discorso sul futuro vale per tutti (e non solo per lei) allora forse bisognerà guardare indietro, nel passato. Nel senso che la paura di restare da solo (e quindi senza un amorevole accudimento) è tipica dei bambini piccoli e quindi mal si addice all'età adulta. A meno che il bambino che è in noi non si sia ancora accorto di essere cresciuto. Credo che su questo aspetto lei dovrà fare maggiore chiarezza prima di cercare la salvezza in una compagna.
La versione sociale è che, per cultura, ci sono uomini che non si sentono a posto se non hanno una moglie. Ma anche questo è ormai il retaggio obsoleto di un lontano passato, più che una necessità del presente.
Morale: non sono riuscito a capire dove sia davvero il suo problema. Se poi il focus si sposta sul trovare una ragazza è vero che per trovare bisogna cercare, e per cercare bisogna muoversi. Ma, come in tutte le ricerche, ci vuole tempo e metodo e questo significa che anche per quanto riguarda gli aspetti relazionali ci sono modi di fare più efficaci ed altri meno. Ovviamente non ci sono regolette, ma neanche un muoversi a caso.
Di sicuro non è il caso di sfiancarsi (già la parola indica una modalità scorretta). E prima di incupirsi perché non riesce a ottenere (facilmente) ciò che vuole, cerchi di capire meglio cosa vuole davvero, cioè a quale esigenza risponde la sua ricerca. E dopo cerchi di capire quale dovrebbero essere i suoi comportamenti più adatti per riuscirci. A questo punto mi permetto di avvisarla che, data la complessità di questa domanda, la risposta non può essere racchiusa in una breve frase stereotipata.
E non abbiamo ancora parlato di quello che anche lei deve, a sua volta, dare ad una compagna, che non è tale se non in un rapporto in cui il dare e il ricevere sono in armonico equilibrio.
Come vede la sua situazione è ancora più intricata di quanto le sembrava.
E la soluzione dovrà esserlo altrettanto. E c'è chi dice che è anche per questo che ne vale la pena. Ci pensi su.
Ventura

di Martina Guenzi

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