Concerti Magazine Mercoledì 12 maggio 2010

'Sotto il ghiaccio' c'è la musica di Barbara Rubin

Magazine - La voce prima di tutto, senza dubbio. Ma limitare il range creativo di Barbara Rubin al talento vocale (che c’è, si sente e merita alimentazione critica) significa essere miopi e anche un po’ sordi.

Intanto Barbara Rubin si è diplomata in violino presso il Conservatorio di Piacenza sotto la guida del Maestro Fabio Biondi (avete presente l’Europa Galante, ensemble specializzato nel repertorio settecentesco?). Vanta un importante passaggio nella prog-band alessandrina Arcansiel. E nel frattempo la ragazza ha accolto e raccolto i suoi appunti in forma sempre più compiuta, tanto da esordire con un cd (Under the Ice) distribuito da Btf.

L’asse espressivo della Rubin - grazie proprio ad una timbrica canora piuttosto versatile - si sposta dal neoprog anni Novanta a un pop dolcemente aggressivo, attento a tinte sia Fm sia Heavy. Verrebbe da scrivere che, nel complesso, il sound è molto più americano che europeo: canzoni in inglese (tranne Ero e Sono), arrangiamenti calibrati al millimetro e particolarissima cura dei dettagli. Un album altamente professionale, eppure, in barba all’ice del titolo, per nulla freddo e distaccato. C’è passione e tradizione.

E quando accenniamo alla tradizione, più che riferirci agli anni Settanta, preferiamo fermarci alle recenti evoluzioni. Alcuni brani - per struttura armonica, ampiezza vocale, se non corale (Stupid Day) - potrebbero ricordare alcune song degli Styx o dei Kansas più melodici (la title track); però viene anche facile scomodare il totem (e tabù) di Tori Amos (Angel Heartbeat).

Anche gli strumenti hanno le proprie voci da fare ascoltare, attraverso orditi piuttosto raffinati (gli interventi di pianoforte e archi in Music and Love o il sintetizzatore in A Place That Nobody Knows e in Liar o la tenue impostazione cameristica di Before the Light e Orange Roses) o tessiture ritmiche non istantaneamente prevedibili (belli i passaggi in 5/4 di No More Tears).

Più che una voce, allora, una felice realtà musicale a 360°. E, anche qui, in Italia, c’è una tradizione solida che parte da Donella Del Monaco, Jenny Sorrenti, Sophya Baccini sino a Viola Nocenzi.

Benvenuta Barbara.

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