Magazine Martedì 4 maggio 2010

Amore platonico: m'ama o non m'ama?

© photo Paul Lehmann

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Magazine - Cara Antonella,
per caso mi sono imbattuta in questo microcosmo dei disperati e mi sono detta, buttiamoci va', non può farmi che bene. Uscivo fuori da una storia a dir poco brutta con un mono-neuronico, quelle che dici «ok, sono stata una cretina», e ammetterlo è dura. Poi mi comincia a contattare un tipo. Un tipo che mi piaceva già da prima e non poco. Tra parentesi, il tipo in questione viene fuori anche lui da una storia andata male, non mononeuronica come la mia, ma sicuramente meno prevedibile di una futura rottura. Tradotto: a momenti si sposavano. Ecco che inizia una conoscenza, così per gioco, per sfizio. Un'affinità elettiva che ha in mezzo musica, film e quant'altro. Si usciva, si andava a vedere una mostra, o semplicemente a vedere un film, o a mangiare una pizza. Amicizia, sì. Non mi capitava da molto avere un'intesa del genere, rivedermi in pieno per alcune vedute del mondo, diciamo. Ma non volevo correre, non volevo, come si suol dire, rovinare quell'amicizia che era tanto bella e costruttiva. Si da il caso che non sia successo niente di comprovante a una relazione sentimentale, e parlo di fisico. Beh, il punto è questo: ora non faccio altro che pensare a lui e non saprei come smuovere la situazione, ecco. Ho persino preso del tempo, facendo un'uscita fuori porta per pensare, ma il pensiero va a lui, a cosa stia facendo, con chi stia parlando, ecc. Cosa devo fare? Scrollarmi di dosso questa paura del rifiuto o prendere ancora del tempo? Come posso sapere cosa c'è dentro la sua testa?
Julia '79

Cara Julia,
la tua bella mail, ben scritta, con la punteggiatura corretta, priva di puntini di sospensione, mi rincuora. Un po' perché fa piacere leggere un buon italiano, un po' perché non mi mette di fronte a problemi gravi. È come se mi avessi regalato una specie di vacanza. Inoltre mi hai offerto l'occasione di ritornare su un argomento che devo affrontare spesso: ragazzi, poiché suppongo che anche tu sia una ragazza, contestualizzate per piacere, ditemi la vostra età, che cosa fate nella vita (tu studi, è abbastanza evidente, ma se me lo avessi scritto, magari specificando l'indirizzo, avrei avuto qualche dato in più), che cosa fanno le persone che vi interessano e che tipo di vita conducete. Per me è fondamentale avere dei riferimenti precisi e non andare sempre a intuito. Lo so che a voi preme raccontare la storia nei particolari, ma io devo conoscere anche la vostra storia personale per aiutarvi meglio. Ci conto.Tornando a te, Julia, non mi dici neppure da quanto tempo è finita con il mononeuronico, nè quanto ti ha fatto soffrire quel distacco, quindi non posso che invitarti alla prudenza. Lui di certo ha delle remore, il suo lutto è stato più grave del tuo, forse è ancora in fase di elaborazione, forse ha paura, forse non gli interessi. Ma quest'ultima non mi sembra l'ipotesi più probabile. Quindi dagli tempo, parecchi anni di posta del cuore hanno confermato ciò che mi aveva già insegnato l'esperienza: nessun uomo lascia prevalere la paura quando una donna gli interessa sul serio. Se dicono di essere spaventati è perché hanno imparato (imparano anche loro, sì, non sono tutti mononeruronici) che molte donne sono lusingate dall'idea di essere così forti e determinate e lucide e chissà che altro, da sopportare bene un rifiuto. Quindi aspetta cara Julia, non fare altre mosse, di sicuro gli hai già fatto capire quello che serve.

Auguri, facci sapere,
Antonella

di Martina Guenzi

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