Concerti Magazine Lunedì 26 aprile 2010

Rootz, le radici degli Africa Unite

Magazine - C'è il reggae classico, il dub, la poetry giamaicana e qualche canzone più accattivante. E naturalmente ci sono loro, Mada e Bunna ritratti in posa ieratica in una strada di Los Angeles nella copertina, insieme alla solita banda di amici e ospiti, rivitalizzata da alcuni ritorni di vecchi compagni di viaggio, come il percussionista Nico e il trombonista Gigi T Bone. Sono questi gli ingredienti di Rootz, il quindicesimo disco degli Africa Unite, da poco pubblicato per l'etichetta Universal.

La più nota e longeva reggae band d'Italia per l'occasione si affida appunto alle radici, tornando a comporre e suonare nel rispetto del genere, dopo l'incursione nei meandri più elettronici dell'ultimo lavoro Controlli. Senza peraltro trascurare le peculiarità che li hanno trasformati in oggetto di amore degli appassionati della musica giamaicana e non solo. Ovvero la varietà di stili e attitudini musicali (Bunna più melodico, Mada più acido e oscuro), il riuscito abbinamento della lingua italiana al ritmo in levare, l'impegno sociale e umanitario espresso in una vena letteraria efficace e diretta, senza cadere nella trappola della retorica e dello slogan.

«Rootz è un disco attuale, fluito naturalmente - spiegano gli autori - che recupera le sonorità più ortodosse e calde del genere, reintroducendo la sezione fiati e rileggendo la tradizione attraverso contenuti musicali attuali, con l'obiettivo di mantenere inalterato l'impatto e il calore compositivo».

Parlano di omofobia nell'iniziale Così sia, di ambiente in Movimento immobile, del tragico stato delle cose italiane in Cosa resta, e lo fanno sullo sfondo di un onda sonora fluida e molto raffinata, un affresco dipinto molte volte ma, come sempre, particolarmente ricco di sfumature e particolari che vengono fuori con gli ascolti. La parte più dark non manca con Music 'n' blood, né le appendici dub di alcuni pezzi dove la voce profonda e gli effetti di Mada ricreano quello che negli spettacoli dal vivo è il momento più enigmatico e frastornante.

Molti gli ospiti invitati alle sessioni per il disco: l'italo-giamaicano Alborosie, Piero Dread e Roddy Jah Son dei Franziska, Mama Marjas da Taranto e i giovanissimi Mellow Mood, reggae band di ultima generazione.

Dalla loro nascita ad oggi hanno fatto scuola, gli Africa Unite, vincendo una difficile scommessa, quella del reggae in Italia, ma continuano il loro cammino senza cedere un passo, con impegno, determinazione ed un gran divertimento. Loro e nostro.

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