Magazine Venerdì 9 aprile 2010

Vorrei un'amica, ma sono sola

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Magazine - Buongiorno dottore,
Sono una ragazza di 22 anni e le scrivo perché ho problemi con l'amicizia. Sono una persona tranquilla, a cui piace divertirsi e andare ai concerti; una ragazza come tante, con i miei problemi, ma tranquilla. Premetto che non ho molte amiche, non ho mantenuto quasi nessun contatto con le amiche del liceo un pò perché ho avuto un brutto periodo, un pò per scelta. Così adesso all’università e in giro ho conosciuto diverse persone e sono stata molto contenta da subito di poter legare con qualcuno. Il mio problema è che inizialmente c'è sia amicizia che interessamento reciproco, ma poi vedo che queste amiche si allontanano, mi sembra che mi vogliano evitare, cioè non andare oltre il semplice rapporto di conoscenti e nulla di più, mentre io invece penso subito alla nostra possibile amicizia. Non dico di essere perfetta; anche io ho sicuramente i miei difetti. Ma si ripete sempre lo stesso iter: quando vedo che le persone cominciano ad allontanarsi, o almeno così a me sembra, mi arrabbio.
Mi sale una rabbia terribile e sto male. So di non essere molto tollerante, magari all'inizio mi dico che sono io che esagero,che le persone hanno da fare le loro cose, ma poi dopo tre o quattro volte sbotto. E quindi la mia prima reazione è quella di chiudere i contatti.
Non ci posso far niente, non riesco a far finta che vada tutto bene. In amicizia secondo me è giusto dire le cose come stanno. Ma allora io mi chiedo: perché anche le altre persone non fanno lo stesso con me? perché non mi dicono chiaramente in faccia quello che pensano? Vorrei capire se sbaglio io qualcosa e se si dove.
La ringrazio.

Saluti a lei tranquilla ragazza ventiduenne.
Nella sua lettera lei pone una serie di questioni piuttosto interessanti salvo poi arrivare alla sua ultima domanda dove chiede: «sbaglio io qualcosa?». Innanzitutto mi ha incuriosito molto quando lei accenna alle sue passate amicizie che ora non ha più a causa del suo brutto periodo e delle sue scelte volontarie. Ma poi non va oltre, perché? Se era un fatto senza importanza non valeva neanche la pena di citarlo e se invece aveva una sua significatività allora meritava di essere spiegato un po’ meglio. Ma, chissà perché, così non è stato. Nella sua lettera lei dà veramente molta importanza alla parola Amicizia (quella con la A maiuscola) facendo un discorso molto intrigante ma dimenticando, forse, che più una cosa, o un sentimento, sono belli o importanti più sono molto rari e molto difficili. E così sembra che lei si dimentichi che l’Amicizia, come forse anche l’Amore, non sono sentimenti che si possono pretendere o imporre. E poi vorrei chiederle: ma quali dovrebbero essere le caratteristiche di un vero amico? E ancora: perché mai dovremmo farne una colpa se non tutti le possiedono? Domande alle quali non è facile rispondere.

Non dimentichiamo poi che tutti questi discorsi sull’Amicizia (ma anche sull’Amore) hanno certamente un fondamento ed una loro necessità, ma non significa che non vi possano essere molte buone amicizie (con la a minuscola) che, magari, si trasformano, nel tempo, in qualcosa di più solido oppure no, ma restano sempre delle buone compagnie.
Detto questo ecco che mi viene spontaneo farle un'altra domanda: ma perché lei “cerca così insistentemente di approfondire le amicizie?” Come mai è così importante? A cosa mira? Cosa le manca? E di che cosa ha paura? Non sono domande da poco ed anzi credo che ci vorrà un po’ di tempo per dare le risposte vere perché ho la sensazione che sia proprio in queste domande, e nelle sue risposte, che risieda il vero nucleo del suo problema. In fondo non tutti devono essere i nostri veri amici e allora perché insistere ad avere dei rapporti più intensi e più profondi?

Io avrei una serie di ipotesi ma sarei più contento e sarebbe meglio per lei, se fosse lei stessa a riflettere su questa sua necessita che, temo, rischi di diventare cosi pressante da diventare un ostacolo alle sue relazioni amicali. Dopo aver chiarito questo punto, ci sarebbe poi da parlare sull’opportunità di dire in faccia cosa si pensa delle persone. Io ci penserei su. Non fosse altro perché, quello che noi diciamo , troppo spesso lo diciamo sull’onda delle nostre emozioni e quello che esce dalla nostra bocca è un mix confuso e non controllato dove i nostri pensieri si mischiano alle nostre emozioni, sentimenti, stati con il risultato che quello che diciamo è spesso più vicino ad uno sfogo che non ad una discussione. E raramente alle persone fa piacere sentirsi buttare addosso la nostra spazzatura.
Ma non siamo tutti uguali. Questo per dire che magari le sue amiche le hanno già detto che erano amiche solo per uscire e forse lei, non è stata a sentirle davvero.
Ma detto così suona male. Lei ha 22 anni ed è un po’ presto e poco generoso dirle cosa sbaglia la vita è fatta di tentativi e gli sbagli sono inevitabili se non necessari perché sono la via per capire meglio cosa c’è davvero da fare e cosa no. Ovviamente lo si arriva a sapere solo dopo aver fatto un bel po’ di “sbagli” e dopo averci riflettuto bene. Del resto, come recita il proverbio: Solo Il perseverare è diabolico.

Saluti
Ventura

di Marco Ventura

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