Magazine Martedì 6 aprile 2010

Tullio Pironti: autobiografia di uno spirito libero

Magazine - Quando lo chiamo al telefono sento che parla con qualcuno. È il suo avvocato, e stanno giocando a scaccchi. Stu' avvocato è na scamorza, mi dice, con il suo accento napoletano avvolgente e da fumatore. È Tullio Pironti, faccia di cuoio ed un cuore dolcissimo come il suo ultimo libro autobiografico, Il paradiso al primo piano (Pironti Editore), in uscita a breve.

È un libro che ruba il titolo a Fabrizio De Andrè e parla di una vita da nomade di spirito cominciata dal bordello, dalle case chiuse, dall'unico luogo di cui forse non ci si dovrebbe vergognare.
A diciott'anni - appena scocca l'ora - Tullio non ce la fa più e corre a far l'amore. Come se fosse un profumo da respirare a tutti i costi. Un'abitudine da uomo che non ha più perso fino a restare incantato davanti a due sole cose, nella vita: l'amore, appunto, ed il mare, perché gli dà pace.

Quella che non ha mai avuto, in fondo. Per lui è verissimo il detto di Cesare Pavese per cui Life is many days e tanti giorni diversi ci vogliono a comporre un'esistenza. Lui, Tullio, ha avuto almeno senza l'ombra della paura. E quattro vite in tutti i suoi giorni: da scugnizzo, da boxeur, da libraio e giocatore di poker, da editore spregiudicato e di cuoreppure - quando tirava di pugni - ciò che lo pungeva in fondo era non avere il coraggio. Perse per k.o. contro un certo Zara di Torino, e quella notte non riuscì a poggiare la testa sul cuscino. Si addormentò soltanto per sognare un incontro mortale, con il papà che gli reggeva il capo e gli diceva, guarda Tullio che la devi smettere, sei troppo delicato. Eppure arrivò in Nazionale e quando prendeva dei cazzotti reagiva come una pantera, in una maniera violentissima, da far troppo male. Aveva un cuore che annusava la paura ma la sapeva tenere in mano senza che gli sudasse. Così come nel poker. Cominciò a giocare fino a perdersi. Quando capì che stava per rovinarsi costrinse la sua famiglia a marcarlo ad uomo - ogni giorno - per fare in modo che le carte non lo stregassero più come sirene.

Da libraio, invece, ci mise prima il mestiere di suo padre - che gli trovò un piccolo negozio - e poi una cosa soltanto sua: una curiosità intellettuale senza pudori, quella di chi sa di non sapere.
La virtù di Socrate. Pironti - e fa sorridere sentirglielo dire - si considera un timido ed un uomo poco colto. Se si pensa che a lui si devono autori come Don De Lillo, Eallis, Carver e Naghib Mafhouz c'è da rabbrividire. Quando acquistò i diritti per Eallis, era il 1982, l'anno dei mondiali di calcio in Spagna. Spese cinquanta milioni in un'asta telefonica, e si bruciò tutto l'incasso della scolastica con cui avrebbe dovuto vivere per un anno intero. Fu un salto nel buio dettato dall'istinto cieco e primitivo del giocatore, di chi sente la donna anche al buio, oppure la carta matta. Ebbe fortuna.

Fu la svolta della sua carriera e quella che lo fece trasformare da libraio in editore di pura razza e caratura internazionale. Meno di zero uscirà nel 1985 e quando Fernanda Pivano lo chiamerà al telefono, non crederà ai suoi orecchi. Ne resterà folgorato, così come era rimasto innamorato quando aveva letto la sua traduzione - ancora oggi rotonda come un classico di cristallo - di Antologia di Spoon River. Nascerà un'amicizia unica, un legame per cui Nanda credette in chi aveva battuto la Mondadori - senza saperlo - in un'asta assassina giocata sul filo di un autore ignoto in Italia.

L'istinto del mare aiutò Pironti. Ogni volta che può va al mare, da Vincenzo O'Pacioccone ed affitta una barca e gode delle onde, e del rumore che fanno in mezzo al silenzio.
Quando era più giovane andava dal padre di Vicienzo il quale gli chiedeva in pegno una scarpa. Quando gli riportava la barca, gli restituiva la scarpa.

Oggi Tullio Pironti ha avuto la forza di scrivere della sua vita con le donne, quel terreno di fantasia da cui certi uomini prendono una forza antica che li fa sentire veramente vivi. Un uomo timido, delicato - come diceva suo padre vissuto fino a centodue anni corteggiando le donne - credulone, come ama definirsi lui, incapace di vedere chi cercava di tirargli le pietre ad ogni angolo di strada. Mai senza una donna, Tullio Pironti, e mai senza una carezza. Il pudore che ha usato in questo libro sa di mare. Quando il sole comincia la giornata.

di Samantha Chittolina

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