Magazine Venerdì 2 aprile 2010

«Ho paura di diventare gay»

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Magazine - Salve dottore,
s
ono un ragazzo di 18 anni e da qualche tempo ho paura di diventare gay. Tutto è partito quando, un po' di tempo fa, dovevo uscire con una ragazza: l'appuntamento poi è saltato, e io sono rimasto un po' deluso.
Dopo questo episodio, una sera, ero in giro con degli amici, tra cui uno che avevo conosciuto in palestra. Vedevo come lui fosse bravo ad attaccare bottone con le ragazze, allora mi sono detto che vorrei essere come lui, un bel ragazzo e che ci sa fare con le ragazze. Da qui in poi mi sono iniziati a venire dei dubbi.

Con la ragazza di cui le parlavo all'inizio, alla fine, non ci sono più uscito, perché, sinceramente, mi era passata la voglia dopo tutti i tira e molla che ci sono stati. L'aver notato questo ragazzo - cosa che, per inciso, ho sempre fatto: quando incontro un ragazzo di bel aspetto lo riconosco, e penso che mi piacerebbe essere altrettanto bello - ha fatto sorgere in me questa paura, e mi sono chiesto se stessi diventando gay.
Il punto è che io non voglio diventarlo, voglio essere eterosessuale come sono sempre stato, ma da quella volta, ogni volta che guardo un ragazzo non lo faccio più come prima, magari anche con un po' di invidia, ma con timore.

Nel mio profondo non credo di essere attratto da altri uomini, però questa situazione mi spinge anche a pensarmi in atteggiamenti omosessuali per dimostrare a me stesso se provo o no attrazione per gli uomini. Mi sembra di impazzire, sono sempre agitato, nei momenti di lucidità mi immagino un futuro accanto a una donna magari con un figlio, ma quando tornano questi momenti non so davvero dove sbattere la testa e mi assale una paura folle.


Salve ragazzo di 18 anni,
per prima cosa vorrei rassicurarla: nel leggere la sua lettera non mi è venuto in mente, neanche per un attimo, che lei possa essere, in qualche modo, gay. Poi, vorrei farle sapere che conosco molti gay felicissimi di esserlo e quindi ci sarebbe da chiedersi come mai lei ne ha cosi tanta paura. Se lei però ha pensato di usare la parola gay per dire che ha paura di non capire quello che le sta succedendo, allora, pur non considerandola una scelta felice, la sua storia avrebbe decisamente più senso.

In realtà, quello che traspare dalla sua storia è la sua grande insicurezza rispetto a se stesso e rispetto alle sua capacità di essere all'altezza del ruolo che lei crede di dover assumere. E sono proprio questi i dubbi che la tormentano e che la fanno stare male, ma che nulla hanno a che vedere con i suoi orientamenti sessuali. Tra l'altro, in passato, ho avuto amici fans sfegatati di Bruce Lee (spesso a torso nudo) e di James Bond (a cui invidiavano il suo sex appeal) e nessuno di loro si è mai preoccupato che questo interferisse con il loro orientamento sessuale e, davvero, anche lei potrebbe smetterla di usare questo falso problema.

Vorrei rassicurarla rispetto alla sua paura di essere gay più che altro per evitare che lei continui a consumarsi nel rimuginarci sopra e nel pensare a problemi assolutamente infondati distogliendola da quello che è il suo vero problema, vale a dire la paura di non essere capace di...
Per questo sarebbe più utile che lei si concentrasse meglio su cosa fare per arrivare ad essere contento di sé e fiducioso di riuscire a essere all'altezza delle sue aspettative. Ovviamente, non è semplice: non escluderei che le sue insicurezze siano basate su una sua storia personale e familiare che non l'ha aiutata abbastanza a sentirsi sicuro o sostenuto di fronte ai problemi della vita. Per cui, se continuasse a non trovare uno sbocco positivo alla sua situazione forse bisognerà che lei mi racconti un po' meglio e con più dettagli la sua storia generale.
Saluti,
Ventura

* psicoterapeuta

di Marco Ventura *

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