Magazine Martedì 23 marzo 2010

La posta del cuore: «lui mi ha ingannata con le sue bugie»

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - L'ho conosciuto per caso, io sono una giornalista e lui lavorava in un ristorante per cui organizzavo eventi. Era veramente bello e mi ha detto di essere un architetto che, per sfangarsela, lavorava là in attesa di fare l'esame di stato per abilitarsi alla professione. Era molto distinto e gli ho creduto, poi poco tempo dopo il suo datore di lavoro inizia a non pagarlo, c'è qualcosa che non mi spiego. Lui poi accusa una grave ernia al disco, lo porto in ospedale e si opera. Nessuna traccia della famiglia, nessuno gli manda 100 euro, il datore di lavoro continua a non pagarlo e mi trovo nella necessità di far fronte io alle sue esigenze. Di fatto lo mantengo per cinque mesi, non volendo, sapendo però che se non lo avessi fatto lui sarebbe finito per strada.

Finalmente gli trovo un lavoro, lo pagano sempre ma poco... Intanto sono costretta ad ospitarlo a casa mia, non potevo certo pagargli anche l'affitto. Soffro di questa cosa moltissimo, ero finalmente riuscita a farmi la mia casa e non volevo certo finire a passarci le serate dentro a guardare la tv, ma lui faceva un lavoro pesante e tornava stanco. Nel tempo libero, invece di vedere come fare per trovare di meglio, passava il tempo con Playstation e tv. Ah, avevo dimenticato di dire che dopo oltre sei mesi che lo conoscevo mi porta nella sua regione natìa e mi rivela di avere la terza media. Mi crolla il mondo addosso, solo che eravamo partiti con una macchina a noleggio e io non guido in autostrada. Sarebbe stato per me impossibile tornare a meno di farmi venire a prendere da qualcuno, ma ero molto lontana da casa. Ultimamente scopro che suo fratello ha avuto guai con la giustizia, altro colpo tremendo.

Non ce la faccio più, sono impastoiata in una vicenda di pietà e odio in egual misura, vorrei tanto che avesse il buon gusto di andarsene da solo e non mi mettesse nella condizione di dover provvedere io. D'altro canto mi sento in colpa, perché alla fine la vera colpa che gli faccio è di non essere un borghese, laureato e con posizione sociale come vorrei e, in parte, sono io.
Sono in crisi profonda....



Allora, cara anonima,
fagli invece la colpa di averti mentito dal primo giorno in cui ti ha conosciuta, di ricattarti moralmente e sentimentalmente con la differenza di status, di comportarsi di fatto come un parassita, di essere incapace persino di trovarsi un lavoro da solo e vedrai che il tuo atteggiamento cambierà.
Perché è così. Non si rimane con un uomo per pietà. Specialmente se questo fa pesare la condizione sociale e non fa nulla per migliorarla. Invece di passare le sere davanti alla Playstation potrebbe prendersi almeno un diploma, ma è talmente più comodo giocare sul ricatto che neppure gli viene in mente.

Ho conosciuto un medico importante che è si è laureato - in una Facoltà con obbligo di frequenza - vendendo lamette da barba porta a porta e, già che c'era, facendo il partigiano. Ho conosciuto un grandissimo psichiatra infantile francese, Boris Cyrulnyk, che gira il mondo invitato dai governi a salvare e rimettere insieme i bambini soldato e che, da bambino, ha rischiato tre volte il campo di concentramento, tre volte si è salvato - la sua famiglia no - ma, finita la guerra, non ha potuto chiedere borse di studio perché mancava il certificato di morte dei genitori. E tuttavia non si è dato per vinto. E quanti altri casi meno eclatanti potrei citare.

Abbi pazienza, sarò spietata, ma concedo il diritto di lagnarsi solo a chi prova, riprova, riprova ancora con tenacia e determinazione e non ce la fa. Non a chi si aspetta la pappa fatta.
Caccialo senza remore, ti ha mentito per mesi e questo non è accettabile (sarebbe stato comprensibile se avesse confessato subito) e non gli pesa vivere alla tue spalle. Male che vada puoi pagargli il biglietto - del treno - per il paese, lì troverà la pappa fatta senza problemi.
Non è in mezzo a una strada, ricordalo.

Coraggio, passa all'azione! E auguri,

Antonella

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Perché lui non vuole una storia a distanza? , «Mia madre ci ha sorpreso nudi. E adesso?» , «Aiuto! Subisco violenza dal mio convivente» , Io e il mio amico siamo finiti a letto. Ma ora lui è scomparso , Sono innamorata del mio migliore amico. Che faccio?

Oggi al cinema

Nessuno come noi Di Volfango De Biasi Commedia Italia, 2018 Betty è un’insegnante di liceo bella, anticonformista e single per scelta. Umberto è un noto docente universitario, affascinante, strafottente alle prese con un matrimonio noioso e privo di passione. I due si incontrano per la prima volta quando Umberto... Guarda la scheda del film