Magazine Venerdì 19 marzo 2010

'Blacks Out': una giornata senza stranieri

Domenica 21 marzo 2010 è la Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, in ricordo della strage di Sharpeville, in Sudafrica, del il 21 marzo 1960: durante una dimostrazione pacifica organizzata dal PAC (Pan Africanist Congress), rimasero uccise 69 persone.
Dal 1966 l'ONU dichiarò il 21 marzo Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, contro ogni forma di pregiudizio.

Magazine - Il cellulare sul comodino è sempre acceso: segna le nove. Maledizione! Mi dovevo alzare un'ora fa. Mary mi sveglia sempre alle otto, con i cornetti caldi che compra da Leo... La signora Alda non c'è. Irina, la badante moldava che la porta a prendere un po' d'aria, neppure... «Dotto', niente cornetti», «Come?», «Non so' arrivati ‘sta mattina'»... «Scusi dottore, ma i giornali non sono arrivati»... Alcune pizzerie a taglio sono chiuse. La saracinesca è abbassata anche dal fruttivendolo d'angolo: quello gestito dai due fratelli pakistani... È chiusa anche la pompa di benzina dell'Erg sotto la redazione.

L'effetto di straniamento è molto forte e ricorda un po' la sensazione provata seguendo le vicende del protagonista del romanzo Dissipatio H.G. di Guido Morselli, che una mattina si ritrova da solo: tutti gli altri esseri umani sono scomparsi.
Non è altrettanto vuoto di persone il mondo in cui si ritrova una mattina di primavera il giornalista romano protagonista di Blacks Out. 20 marzo, ore 00.01: un giorno senza immigrati di Vladimiro Polchi (Laterza, 2010, 161 pp, 15 Eu). Eppure c'è qualcosa che non funziona: dall'Italia sono in effetti scomparsi tutti gli stranieri, quel 7% della popolazione italiana che produce quasi il 10% del nostro prodotto interno lordo. E non è solo un problema di distribuzione di beni: senza immigrati molti settori produttivi si fermerebbero (edilizia, cantieri navali, tessile, allevamento, ecc.) e molti servizi non potrebbero essere erogati, si pensi solo all'assistenza sanitaria.

Blacks Out racconta di uno sciopero di fantasia contro il razzismo, che si svolgerebbe nel giorno precedente alla giornata internazionale contro il razzismo del 21 marzo 2010.
In realtà una giornata del genere è accaduta davvero, 20 giorni prima: il primo marzo 2010, sessanta 60 comitati in altrettante città italiane hanno realmente organizzato alcuni veri scioperi e tante manifestazioni (guarda cosa è successo a Genova).

Polchi approfitta dell'espediente narrativo per fornire al lettore dati reali sulla situazione socio-economica italiana. Nel nostro paese, per esempio, due milioni di lavoratori stranieri versano i loro contributi all'Inps, contribuendo in maniera sostanziale al pagamento delle attuali pensioni (agli stranieri che decidono o sono costretti a ritornare in patria, però, sono sottratti i contributi versati).

La battaglia contro il razzismo è appena iniziata in Italia, ma sarà più difficile da combattere e da vincere che negli altri paesi europei: perché al razzismo che normalmente emerge al momento del primo impatto del fenomeno migratorio, altrove si è sempre contrapposta la convenzione anti-fascista del rifiuto del razzismo e della xenofobia. In Italia, invece, gli stranieri sono rappresentati solo come nemici: gli immigrati devono lavorare, ubbidire, tacere, mostrarsi umili, mimetizzarsi, altrimenti la pena che li attende sono il disprezzo, le umiliazioni, i centri di identificazione, le prigioni, le espulsioni, la morte.

L'effetto paradossale che scaturisce dall'invenzione letteraria di Polchi è che gli stranieri riacquistano visibilità grazie proprio alla loro scomparsa: solo così gli italiani si accorgono della loro esistenza e del loro ruolo positivo nella nostra società.

* docente e ricercatore presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Genova

di Luca Guzzetti *

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