Magazine Venerdì 19 marzo 2010

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Magazine - Il cellulare sul comodino è sempre acceso: segna le nove. Maledizione! Mi dovevo alzare un'ora fa. Mary mi sveglia sempre alle otto, con i cornetti caldi che compra da Leo... La signora Alda non c'è. Irina, la badante moldava che la porta a prendere un po' d'aria, neppure... «Dotto', niente cornetti», «Come?», «Non so' arrivati ‘sta mattina... ‘Scusi dottore, ma i giornali non sono arrivati»... Alcune pizzerie a taglio sono chiuse. La saracinesca è abbassata anche dal fruttivendolo d'angolo: quello gestito dai due fratelli pakistani... È chiusa anche la pompa di benzina dell'Erg sotto la redazione.

L'effetto di straniamento è molto forte e ricorda un po' la sensazione provata seguendo le vicende del protagonista del romanzo Dissipatio H.G. di Guido Morselli che una mattina si ritrova da solo al mondo: tutti gli altri esseri umani sono scomparsi e in una forma estremamente reale di solipsismo non c'è più che lui, insieme a tutti gli oggetti che gli umani hanno lasciato dietro di sé in gran copia. Il mondo che il giornalista romano protagonista di Blacks Out incontra una mattina di primavera nel 2010 non è altrettanto vuoto di persone, eppure c'è qualcosa che non funziona. Dall'Italia contemporanea narrata in Blacks Out. 20 marzo, ore 00.01: un giorno senza immigrati di Vladimiro Polchi sono in effetti scomparsi tutti gli stranieri, quel sette percento della popolazione italiana che produce quasi il 10 percento del nostro prodotto interno lordo. E non è solo un problema di distribuzione di beni, ma scopriremo progressivamente leggendo il libro che senza immigrati molti settori produttivi si fermerebbero (edilizia, cantieri navali, tessile, allevamento, ecc.) e molti servizi non potrebbero essere erogati, si pensi solo all'assistenza sanitaria.

Polchi approfitta dell'espediente narrativo per fornire al lettore dati reali sulla situazione socio-economica italiana. Nel nostro paese, due milioni di lavoratori stranieri versano i loro contributi all'Inps, contribuendo in maniera sostanziale al pagamento delle attuali pensioni, mentre è un chiaro segnale della barbarie nella quale l'Italia sta sprofondando il fatto che agli stranieri che decidono o sono costretti a ritornare in patria siano sottratti i contributi versati. Il gettito fiscale e contributivo dei migranti nel 2008 è stato di sei miliardi di euro, un importo essenziale per la tenuta dei conti dello Stato. E nonostante che le democrazie moderne si basino sul principio che non vi può essere tassazione senza rappresentanza, in Italia è stato deciso di dare il voto agli italiani all'estero - che non solo non pagano le tasse, ma in molti casi non hanno mai messo piede in Italia - e di negarlo invece anche a livello amministrativo a tutti gli immigrati che ne avrebbero evidente diritto in base a tale principio. Qualche anno fa era di moda lo slogan un po' romantico «Siamo tutti clandestini!», ora i migranti protestano al grido più sensato di «Siamo tutti cittadini!».

Blacks Out racconta di uno sciopero di fantasia contro il razzismo, che si svolgerebbe nel giorno precedente alla giornata internazionale contro il razzismo del 21 marzo, ma 60 comitati in altrettante città italiane hanno organizzato alcuni veri scioperi e tante manifestazioni il 1° marzo scorso. La battaglia contro il razzismo è appena iniziata in Italia, ma sarà più difficile da combattere e da vincere che negli altri paesi europei, perché al razzismo che normalmente emerge al momento del primo impatto del fenomeno migratorio e che imprenditori politici sfruttano ai propri fini, altrove si è sempre contrapposta la convenzione anti-fascista del rifiuto del razzismo e della xenofobia. In Italia invece le istanze razziste e xenofobe non trovano un argine bensì un costante stimolo nell'attuale governo di destra, rendendo la battaglia antirazzista tanto più ardua ma anche più urgente. In Italia gli stranieri sono rappresentati solo come nemici, altrimenti come ne L'uomo invisibile di Ralph Ellison sono destinati all'invisibilità: gli immigrati devono lavorare, ubbidire, tacere, mostrarsi umili, mimetizzarsi, altrimenti la pena che li attende sono il disprezzo, le umiliazioni, i centri di identificazione, le prigioni, le espulsioni, la morte. L'effetto paradossale che scaturisce dall'invenzione letteraria di Polchi è che gli stranieri riacquistano visibilità grazie proprio alla loro scomparsa: solo così gli italiani si accorgono della loro esistenza e del loro ruolo positivo nella nostra società.

di Redazione Mentelocale

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