Mises en Espace 2001. Dal 16 al 18 - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Venerdì 11 maggio 2001

Mises en Espace 2001. Dal 16 al 18

Magazine - da mercoledì 16 a venerdì 18 maggio
Teatro Duse ore 20.30. Ingresso Libero
In collaborazione con Centre Culturel Franco-Italien “Galliera”, Goethe-Institut - Genova, Museo-Biblioteca dell’Attore, Università di Genova
Sponsor della manifestazione Banca Carige

La rassegna di Mises en Espaces del Teatro di Genova è arrivata quest’anno alla sua quinta edizione, forte dei successi degli anni passati, che hanno portato testi di drammaturgia contemporanea ad una completa messa in scena nell’ambito del cartellone stagionale del Teatro di Genova (come ad esempio “La bella di Legnane” e “Der Totmacher”).
Dato il successo in consiglio è già stato approvato che il prossimo anno la rassegna avrà una durata maggiore, il che significa che ogni mis en espace avrà più di una replica.

Materia di lavoro, in questa edizione, tre testi Death Valley Junction del drammaturgo tedesco Albert Ostermaier, Pit-Bull testo d’esordio del drammaturgo francese Lionel Spycher e dall’Italia, (Genova), il libraio Tonino Bozzi presenta il suo adattamento per il teatro di Bartleby, lo scrivano. Una storia di Wall Street dalla novella di Herman Melville “Bartleby. The Scrivener”.

Aldo Viganò, nel presentare la manifestazione, ha sottolineato la professionalità dell'intera impresa, anticipando che gli attori reciteranno a memoria e non con in mano i testi, come prevederebbe la classica versione-lettura della mis en espace. Inoltre è stata confermata la presenza degli autori alle performance: l'autore tedesco Ostermaier arriverà con il regista che ha curato il debutto tedesco; l'autore francese Spycher ha intenzione di seguire tutta la rassegna. È infatti molto curioso essendo lui stesso direttore di un teatro e a capo di una compagnia.

Il Programma

Mercoledì 16 maggio (ore 20.30)
Death Valley Junction (Bivio per la Valle della Morte) di Albert Ostermaier
traduzione Luisa Gazzero Righi e Elena Mantero
regia Massimo Mesciulam
interpreti Claudia Benzi (narratore), Emiliano Iovine (Desmond), Fiammetta Bellone (Valere), Gaetano Sciortino (Beat), Giovanni Lotti (Tracy), Pierpaolo Pavan (Sylvester “Sly”), Andrea Nicolini (Sam “Dante” Spencer), Pietro Tammaro (Hal “Paradiso”)
Breve introduzione al testo
Ambientato a Las Vegas è un lavoro che corrisponde a un'esperienza personale di viaggio dell'autore. La narrazione viene spostata in un luogo mitico ed è per l'appunto con il mito, con il conflitto vita-morte, e amore-morte che la storia ha a che fare. Nel testo uno dei personaggi parla attraverso versi danteschi, mettendosi in conflitto linguistico con i più giovanili registri degli altri personaggi. È nello scontro tra linguaggi che si consuma la forza drammaturgica del testo.

Giovedì 17 maggio (ore 20.30)
Pit-bull (Cani da comabattimento), di Lionel Spycher
traduzione Gianni Poli
regia Federico Vanni
interpreti Paolo Zuccari (Thomas), Mariella Speranza (Princesse), Riccardo Bellandi (Luc), Lisa Galantini (Leïla), Federico Vanni (la polizia)
Breve introduzione al testo
Questo lavoro nasce da un ragazzo che ha sempre vissuto in teatro: o come tecnico o come direttore artistico. Si tratta del suo primo scritto, al quale molto altro è seguito. L'autore chiama in causa una generazione di giovani (dai 16 ai 30 anni) che si muovono in un mondo segnato dalla disperazione: il tema è dunque esistenziale e sociale, ambientato in una città che non c'è e dove succedono strane cose. L'autore si esprime attraverso un linguaggio nervoso e dinamico, che dà come unica speranza il riacquistare una certa aggressività

Venerdì 18 maggio (ore 20.30)
Bartleby, lo scrivano, una storia di Wall Street di Tonino Bozzi, dal racconto "Bartleby. The Scrivener" di Herman Melville
regia Anna Laura Messeri
assistente alla regia Silvio Laviano
musica Charles Ives (la canzone “The Unanswered Question”)
interpreti Massimo Brizi (Avvocato), Andrea Benfante (Turkey), Fabrizio Mattini (Nippers), Flavio Parenti (Bartleby), Silvio Laviano (Murray), Carlo Scola (Vivandiere)
Breve introduzione al testo
È la storia di uno scrivano che ad un certo punto smette di ubbidire, di copiare, di parlare, di muoversi, di mangiare. "Il personaggio è affascinante perché è impenetrabile" dice Tonino Bozzi, "È una scatola cinese, una matrioska. Ogni volta che si rompe un involucro, ne salta fuori un altro"

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