Magazine Mercoledì 3 febbraio 2010

Sesso e amicizia possono convivere?

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Magazine - Cara Antonella,
per molto tempo ho avuto un amico carissimo, che mi ha aiutato in scelte decisive, e io sono stata vicina a lui in momenti importanti. Parlavamo, ridevamo, c'era un grande piacere nello stare assieme e una forte intesa, insomma era un punto di riferimento importante. Gli volevo e gli voglio un gran bene.

Poi è accaduto che ci siamo ritrovati l'una nelle braccia dell'altro o viceversa, per una serie di circostanze. È stato, a dire il vero, molto bello anche questo aspetto del nostro incontro. Poi siamo stati insieme un po' di volte... però qualcosa è cambiato. Lui non se l'è sentita di continuare una storia.

A parte il dolore della perdita, che non si mitiga, la cosa triste è che ora mi evita in tutti i modi, se lo incontro e gli rivolgo la parola fa sempre vedere che ha fretta. Un paio di volte gli ho chiesto di parlargli e mi ha detto: 'sì, ti chiamo quando sono libero', ma ovviamente non lo è mai, dunque mi sono ritirata in buon ordine. Però sono molto triste e in particolare lo sono durante le Feste.

Rivorrei quell'amicizia, vorrei almeno un chiarimento, non posso pensare che un momento d'amore abbia distrutto un affetto così importante. Cerco di non pensarci, ma non posso e mi domando: un incontro fisico è pericoloso nei rapporti tra uomo e donna? E allora, perché talvolta non si riesce a evitarlo? Pensi che non ci sia nessuna chance di tornare a parlare e a capirsi? Mi manca da morire e non mi perdono di non aver mantenuto la distanza che forse avrebbe salvato un affetto per me fondamentale.

Ciao e auguri,
Elisabetta


Cara Elisabetta,
che triste cosa mi scrivi. Triste perché credevo, speravo, che i tempi fossero cambiati e fosse più facile trovare un'intesa tra i due sessi senza componenti sentimentali. Quando ero ragazza avevamo molti buoni, a volte ottimi amici. Sapevamo benissimo che il loro interesse era altro, ma siccome ci piacevano, ci eravamo affezionate, da parte nostra c'era intesa, ma non sentimento, facevamo finta di non avere capito. L'amicizia da parte nostra era sincera, ma il comportamento non era dei più nobili. Inutile dire che, appena l'amico trovava una ragazza, era finita. E non certo per gelosia della compagna.

La tua mail mi fa pensare che magari i tempi sono cambiati e, ripeto, lo spero tanto, ma il tuo amico sia rimasto un po' indietro. Non so se tu non te ne sia accorta veramente o se abbia talmente giocato sull'ambiguità da esserti immedesimata nel gioco dell'amicizia, ma vorrei che ci riflettessi. Perché penso semplicemente che il tuo amico abbia perso interesse una volta raggiunto l'irraggiungibile. Tutto qui, banale, triste e squallido, come quando ero ragazza io. Con la differenza che all'epoca vivevamo in una società sessuofoba e in alcuni casi segregante, quindi avevamo tutti un bel po' di attenuanti.

Se credi che la mia lettura della storia sia corretta, oltre a fartene una ragione - perché non hai proprio alternative - cerca di lavorare su te stessa o dal punto di vista del candore - diventa un poco meno ingenua, ma non troppo diffidente. Un'esperienza sgradevole non deve essere considerata la norma - oppure dal punto di vista della tua grande capacità di immedesimazione nel gioco.

In entrambi i casi mi dispiace tanto per te e ti faccio tutti i miei auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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