Magazine Venerdì 29 gennaio 2010

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Magazine - Sono una donna di 48 anni dall'aspetto molto piacente, a quanto dicono.
Mi sono sposata 28 anni fa in giovane età, per 21 anni ho vissuto solo per la mia famiglia e ho avuto dei
figli, ora abbastanza grandi. Il rapporto con mio marito è sempre stato ottimo, lui è un uomo buono e
onesto, ma in tanti anni non c'è mai stato un momento di vacanza, di distacco dalla quotidianità.

Sette anni fa ho conosciuto un uomo, molto diverso dal mio compagno: bello, trasgressivo, pieno di
passione. Siamo diventati amanti, prima per gioco, poi il rapporto si è evoluto in qualcosa di più
coinvolgente. Lo amavo, ma non ce l'ho fatta a lasciare la mia famiglia: pensavo al dolore che avrei
dato a mio marito e ai miei figli.

Poi, pochi giorni fa trovo per caso un messaggio sul telefonino di mio marito, e scopro così che anche lui mi
tradisce, ma con un uomo. Il mondo mi è crollato addosso. Se fosse stata una donna lo avrei capito, ma
un uomo?

Io ho rinunciato a tutto per lui e per la nostra famiglia, non riesco a capacitarmi di aver vissuto tutti
questi anni con un estraneo
. Come ho potuto non capire? Sono veramente perplessa, come reagire?
È possibile vivere per tutti questi anni con un estraneo?

Buon giorno 48enne molto piacente e perplessa.
Ho letto la sua storia ma, alla fine, ho avuto la sensazione che tra le premesse e le conclusioni mancasse
qualcosa
. Come se lei non avesse messo per iscritto un passaggio la cui mancanza ha reso oscuro, a me, il
senso del suo sgomento
, che invece per lei è molto evidente.

Mi scusi, dunque, se rispondo solo a quello che ha davvero scritto ed in particolare alle sue domande finali:
come si fa a vivere per anni con un estraneo?
Intanto volevo chiederle di non esagerare! Lei vive con
una persona di cui conosce molto bene molte cose (al punto da renderle banali e prevedibili) e che, allo
stesso tempo ha anche altre parti a lei sconosciute. Le sembra una cosa così drammatica? In fondo,
neanche noi conosciamo del tutto noi stessi. E, se ci pensa bene, anche lei ha nascosto una parte della sua
vita a lui. Vuol forse dire che siete due estranei? Mi sembra che ‘estraneo' si possa dire di uno che si
incontra per caso in coda al casello, non riguardo al fatto che non conosciamo del tutto una persona con
cui viviamo da tempo.

Sarebbe più opportuno dire che suo marito l'ha stupita anche se, evidentemente, in un modo che ha
spiazzato le sue (erronee?) convinzioni. Parlare di ‘estraneo' sarebbe solo una sterile provocazione
giocata sul limite del paradosso
. E non porterebbe da nessuna parte. Forse potremmo dire che lei
credeva di conoscere realmente tutto di suo marito ed è rimasta male nello scoprire che non era vero, che
in suo marito c'era dell'altro che lei non sapeva
. Perché? Lei pensava davvero di sapere tutto? E poi, è
davvero possibile? In fondo, a seconda delle persone e del loro ruolo, ci sono cose che si possono dire ed
altre che si devono tacere
. Ma questo ci porta ad uno dei problemi della vita di coppia che è anche una
delle contraddizioni della condizione umana.

Le cose conosciute ci tranquillizzano ma ci annoiano, quelle sconosciute ci attirano ma ci spaventano.
Vogliamo vivere la nostra vita ma siamo troppo piccoli per affrontarla da soli, così cerchiamo compagnia, ma
quando siamo in coppia cediamo all'altro un po' della nostra libertà, e a volte ce ne dispiace. E allora?
Allora non lo risolviamo con le etichette, e men che meno con le estremizzazioni. No. Per affrontare questo
aspetto ci vuole equilibrio. E sensibilità. E calma. E per lei ora ci vuole un po' di tempo per riflettere
senza esagerare
e riacquisire un po' di equilibrio e di serenità dentro di sé.

di Redazione Mentelocale

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