Magazine Venerdì 15 gennaio 2010

'Minchia di Re': il libro di Giacomo Pilati

Magazine - Pina è una ragazza che abita in un'isola quasi immaginaria della Sicilia post-garibaldina. Sembra destinata ad un'esistenza normale ma la sua vera natura le sconvolgerà la vita. Un romanzo forte, toccante, quello di Giacomo Pilati, Minchia di Re (Mursia, 2009, 200 pp, 13 Eu), che affronta un argomento difficile e delicato come quello dell'omosessualità femminile. Da questo libro è stato tratto il film Viola di Mare. Essere donna non è mai stato facile, esserlo nella Sicilia fine Ottocento ancora meno. Perché significa vivere un'esistenza già segnata, prestabilita, prima dal padre-padrone, poi dal marito e dalle convenzioni sociali.

La storia di Pina, raccontata in Minchia di Re ha inizio in un'isola siciliana agli albori dell'Unità d'Italia. Suo padre non le perdona di non essere nata maschio. La madre è totalmente succube del marito, tragicamente fatalista, come lo sanno essere le donne del Sud. La ragazza cresce tra giochi con coetanei maschi, lavori faticosi e imposizioni paterne. L'incontro con Sara, una bellissima paesana, le farà scoprire un lato di se stessa sconosciuto e inconfessato. È un amore a prima vista, reciproco, sincero ma proibito.

Dopo essere stata prigioniera in casa, per aver rifiutato il matrimonio impostole dal padre, Pina viene liberata grazie alla madre, che convince il marito a far sì che la figlia diventi quel maschio da lui tanto desiderato. Così, con la complicità delle autorità locali e del paese, la ragazza smette i panni da donna e si trasforma in perfetto masculo, riuscendo in tal modo non solo a sposare la sua amata ma diventando un vero signore dell'isola.
Questa la trama del libro che deve il titolo al nome popolare di un pesce ermafrodito, detto anche donzella o viola di mare, che nasce femmina deposita le uova e diventa maschio. L'autore Giacomo Pilati l'ha tratta da una storia vera, diventata quasi leggenda.

Viola di mare
è una storia d'amore impossibile che ha dell'incredibile ma pare sia veramente accaduta a Favignana, un'isola delle Egadi, nella seconda metà dell'Ottocento e volta in leggenda dalla vox populi.
Una ragazza di 25 anni si finge improvvisamente uomo per sfuggire allo scandalo della sua omosessualità. Accetta una metamorfosi esteriore e si traveste da uomo senza mai rinunciare, nell'intimo, alla sua identità di donna. Complice la Chiesa (che preferisce credere in una menzogna piuttosto che sconvolgere il quieto vivere della semplice gente del sud e l'amministrazione pubblica, che rilascia i nuovi documenti) la metamorfosi culmina con un bel matrimonio religioso.

Forse è successo davvero, forse è solo una storia nata fra il mare e le palme nane. Forse Angela è esistita e forse è esistito anche Angelo, e forse tutto il paese sapeva che erano la stessa persona. Ma si deve pur vivere e allora meglio dimenticare che c'è stata, in un tempo non troppo lontano, in una piccola isola siciliana, una donna che ha avuto il potere, l'amore la libertà ed il coraggio. Una donna che era anche uomo, o forse nessuna delle due cose e forse era soltanto come una Viola di mare.

Pilati ne fa un romanzo avvincente, vigoroso. A tratti malinconico, mai volgare o banale, trattando lo scottante tema dell'omosessualità femminile con delicatezza e poesia ma senza ipocrisie o storture. Da una labile traccia costruisce un racconto dove si fondono leggende e verità, superstizioni e luoghi comuni, potere atavico e istituzioni compiacenti. Scritto con uno stile schietto, con molti idiomi e modi di dire dialettali, il romanzo si snoda attraverso settant'anni circa di Storia italiana, raccontati in prima persona da Pina/o ma in maniera non cronologicamente lineare, facendo sì che ne risulti un racconto frammentario, lasciando il lettore con un vago senso di incompletezza.

Il tema dell’omosessualità è sempre stato molto dibattuto e osteggiato, particolarmente quella femminile, e sembra quindi impossibile che sia accaduta una storia così fuori dagli schemi, una storia tanto lontana cronologicamente eppure così attuale in cui il tabù del lesbismo è ancora lontano dall’essere infranto. Forse questo libro contribuirà a dare una spallata ai granitici pregiudizi, frutto di ignoranza e paure secolari.

di Maria Pia Amico

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