Magazine Venerdì 15 gennaio 2010

Gli sbagli del passato, le angosce del presente

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Magazine - Salve dottore,
sono una ragazza di 23 anni. All'età di 18 anni ho avuto la mia prima storia importante con un ragazzo, durata circa tre anni e mezzo. Adesso, a distanza di tempo, sento di non aver ancora superato del tutto questo distacco.

Mi ritrovo a piangere spesso, apparentemente senza un motivo, anche se dentro di me so che il motivo è lui: è come se volessi autopunirmi per i sensi di colpa che ho. Piango e penso che sia colpa mia se ci siamo lasciati, per tutti gli sbagli che ho fatto, per come mi sono comportata. Adesso, infatti, riesco ad essere più oggettiva e a capire come mi sono comportata, cosa che prima non riuscivo a fare.

È vero, so di avere fatto tanti sbagli, ma non riesco ad accettarlo, continuo a darmi addosso e così facendo mi nego la possibilità di essere felice e di poter conoscere altre persone.

Ci siamo lasciati male, so che lui ha un'altra ragazza, e sono felice per questo, ma il problema adesso non è tanto lui quanto io. Il fatto di esserci lasciati male non mi ha dato la possibilità di dirgli quanto sia stata importante per noi la nostra relazione. E forse, proprio per la paura che lui non sappia queste cose, non riesco a superare questa situazione di difficoltà. Vorrei lasciare andare tutti questi sensi di colpa che mi attanagliano e mi impediscono di essere felice, ma è come se fossi paralizzata dalla paura,di scoprirmi di nuovo, di capire ciò che realmente voglio.

Come posso fare per sbloccare questa situazione che ormai si protrae da più di un anno?Grazie


Salve ragazza di 23 anni,
mi spiace che lei soffra anche se, nelle storie d'amore, vi è sempre un'alternanza di gioie e di sofferenze. E mi spiace, forse ancora di più, che lei si autopunisca, perché questo mi fa pensare che il suo disagio potrebbe non essere dovuto solo alla sua storia finita (male) ma potrebbe avere radici più lontane nel tempo.

E le dico questo perché ci sarebbe da capire da dove nasce il senso di colpa, che non è una risposta automatica. Come mai pensiamo che se ci succede qualcosa di negativo debba essere, per forza, colpa nostra? E come mai non pensiamo, invece, che possa essere colpa degli altri? E poi, perché mai ci dovrebbero essere, sempre, delle colpe nelle cose che non vanno come vorremmo? Neanche fossimo tutti onnipotenti.

Come vede, le sue emozioni ed i suoi sensi di colpa potrebbero avere delle spiegazioni un po' più complesse, ovvero costituite da molti aspetti diversi. Cosi mi verrebbe da dire che il suo problema non sia dovuto solo o primariamente alla storia con il suo ragazzo, ma che lei abbia riversato su questo legame affettivo una sua personale e antica esperienza di difficoltà nelle relazioni, ed in particolare negli abbandoni (piccoli o grandi) vissuti in passato. Cosi come il suo colpevolizzarsi potrebbe essere legato alla sua educazione o alle regole che lei ha assorbito da piccola e che ora le complicano la vita.

Come vede il problema potrebbe richiedere una riflessione serena ma più approfondita che non risolversi con un semplice consiglio. Ma un piccolo aiutino potrebbe esserle utile: conosce davvero qualcuno che non abbia mai fatto sbagli? Ha mai letto la storia di qualche persona importante o mitologica che abbia sempre fatto tutto giusto? Ci pensi. Ci pensi su e si accorgerà che sbagliare è inevitabile, per chiunque! Certo, meglio sbagliare il meno possibile, ma ancora meglio sorridere ai nostri sbagli e superarli.
È cosi che si cresce!


* psicoterapeuta

di Marco Ventura *

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