Magazine Venerdì 8 gennaio 2010

'Adesso Basta': la storia di Simone Perotti in un libro

Magazine - Io ho sempre voluto scrivere, fin da quando ero bambino.

Così Simone Perotti in Adesso Basta (Chiare Lettere, 2009, 190 pp, 14 Eu). Simone, manager di successo abituato a girare il mondo da New York a Parigi, ad un certo punto della sua vita decide di scalare marcia. Fa downshifting.

Il suo sogno è scrivere
ma per vivere ci vuole pur altro, almeno per i mesi estivi. Mette a frutto professionale un'altra sua passione di vita, quella di skipper.
Non lo fa dall'oggi al domani, però, come si potrebbe pensare. Prepara la propria metamorfosi in maniera strategica, con anni di sacrificio. Scrive per conservare una tana in cui ripararsi da occhi indiscreti, e consuma il sonno del fine settimana in corsi da skipper. Quando sente che la massa è ormai critica, e non ce la fa più, svolta. Ha messo da parte - prima - un'attività alternativa che gli dà il sostentamento economico - lo skipper - e dall'altra quella che gli fornisce il combustibile per volare ogni giorno nei cirri dell'anima propria ed altrui: la scrittura.

L'ingrediente segreto, come direbbe Heinz Beck, è quindi la passione. Ma Perotti è un manager e quindi non ha dimenticato la virtù principale del suo lavoro: l'organizzazione.
Non rinuncia al denaro, ma cerca di estrarlo in profondità dalle proprie passioni. Questo è un altro punto. La forza dei sogni può davvero diventare attrattiva come un magnete irresistibile? Pare di sì, se a un certo punto si decide di vivere con meno soldi ma meglio. Dove sta il meglio ce lo dice l'interessato che - in questo - si rivela uno stratega della vita quotidiana. D'altro canto uno skipper deve anche saper leggere le carte nautiche, e bene, se non vuole finire sul dorso di una balena e fare la fine di Brendano.
Si ristruttura - anzi - si costruisce una casa da solo, a cominciare da una bellissima scala verniciata come se fosse in mare, pagata a caro sudore e poca moneta, il Suv usato in ottimo stato se lo compra su ebay anche perché si svaluta già dopo un anno, e comincia a fare i conti della serva bevendo, ad esempio, soltanto l'acqua del rubinetto (i romani hanno creato gli acquedotti).

All'inizio si ritrova ad affrontare una solitudine spessa così. Gli amici di una vita in carriera mica ti cercano quando esci dalla catena alimentare senza un motivo ed anzi pensano che la depressione ti abbia colpito.
Ma c'è la scrittura. La vera farfalla di una vita, la creatura che fa vivere una doppia o tripla dimensione, meglio di un circo equestre dell'anima in cui c'è sempre posto.
Questo libro è un inno allo scrivere, ed al vivere scrivendo
. Rendere la propria esistenza un mare da scrivere è un'idea romantica, da marinaio alla ricerca della libertà, anche sui dorsi lucidi delle balene. Ma può diventare pratica e redditizia.

Quello che Perotti non dice - ma dal suo punto di vista non avrebbe potuto farlo - è che a scalare di marcia possono essere abilitati tutti, senza distinzione di classe, ma bisogna avere un bagaglio interiore di ordinanza per reggere le marce ridotte.
Chi ha cultura e voglia di modularla come sente (dalla scrittura alla pittura, o alla musica), può scegliere un altro modo per vivere bene. Con meno soldi ma con una maggiore contentezza ed appagamento. Non c'entra avere dei figli o avere uno stipendio fisso, anche se è molto, ma molto più complicato. È la natura interiore di una persona che fa scartare un motore come un cavallo oppure lo imballa fino alla sua estinzione per asfissia dei desideri.
Se il risultato - oltretutto - è anche quello di potersi scegliere le persone da frequentare e di non sprecare più il tempo, il guadagno c'è. E non soltanto intellettuale.

Quando Fred Uhlman, l'autore de L'amico ritrovato, decise di fare l'avvocato rinunciando a essere scrittore, pensò che avrebbe potuto scrivere comunque. Il momento era soltanto rinviato.
Simone Perotti ha oggi una casa magnifica, un camino sempre acceso d'inverno e sta lavorando all'ultimo libro sui pirati che - per un uomo di mare come lui - deve essere un balsamo applicato ogni giorno sugli occhi.
Non è stato per niente facile cambiare vita
, perdere dei soldi. Ma oggi può fare quello che per lungo tempo ha dovuto tenere a bada dentro di sé. In fondo è come l'olio nell'acqua: viene sempre a galla. O come la verità. Non si può sfuggire. Non si arrabbia più per le code in automobile, né tantomeno per un lavoro fatto con passione - certamente - ma dove la scrittura contava poco. Ha mollato la sua attività, però, quando era al top. È importante aver scrutato dentro l'occhio del lupo per poter dormire dentro una barca fatta di legno ed aria pura. Altrimenti non ha senso scegliersi una nuova guerra.
Non è un manuale per asceti
, questo. È quindi anche un'opera economica, in questo senso.

È un esempio di come si possa smettere di lamentarsi e fare qualcosa che ci porti un raggio di sole dentro le iridi tutti i santi giorni.

di Alberto Pezzini

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