Magazine Giovedì 7 gennaio 2010

Limitare il Super Io per essere liberi

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Magazine - Salve dottore,
i
nnanzitutto volevo farle i complimenti per le sue risposte: le leggo spesso e devo dire che aiutano molto a riflettere!

Questa volta sono io a scrivere, per un problema che mi trascino dietro da un po' di anni. Sono troppo rigida con me stessa (e prima ero addirittura peggio) e con le altre persone: non riesco a lasciarmi andare totalmente, è come se non avessi pienamente consapevolezza della mia vita e non vivessi appieno, limitandomi da sola. Ho tante possibilità, ma non riesco lasciarmi andare, e questa mia rigidità si vede anche all'esterno, da come mi comporto, dai miei atteggiamenti e da quello che dico: è come se avessi una sorta di chiusura mentale.

Di molte cose non mi rendo conto, ma se gli altri me le fanno notare o mi fanno vedere un mio difetto, anche se lì per lì posso rimanerci male, poi riesco a capirlo e riflettendoci riesco a migliorare quei determinati aspetti.
Soffro molto a causa di questa situazione, altrimenti non sarei qui a scriverle. Le sarei grata se potesse aiutarmi a comprendere più a fondo questi miei comportamenti.
Grazie e ancora complimenti.


Grazie a lei per i complimenti che fanno sempre piacere.
Per aiutarla a comprendere dovrei farle un riassunto di alcuni corposi concetti che stanno alla base della psicologia moderna: una cosa non proprio semplice ma, visto i suoi complimenti, ci proverò, anche se la prego di tenere conto che sarà inevitabilmente una spiegazione un po' succinta.

Partendo da distante dovrò citare Sigmund Freud il quale aveva (tra l'altro) teorizzato come dentro di noi vi siano tre noi chiamati: Super Io, Io ed Es. Il primo rappresenta le regole familiari o sociali, l'Es le spinte istintuali e l'Io la parte che dovrebbe mediare tra il Super Io, l'Es e la realtà esterna. Tutto questo, ed in particolare il Super Io, si struttura nel tempo dentro di noi senza che vi sia una completa conoscenza o consapevolezza da parte nostra di quello che abbiamo assorbito e quindi di come ci troviamo poi quasi costretti ad agire.

Secondo questo modello, la sua rigidità è dovuta al fatto che dentro di se il suo Super Io ha preso il sopravvento e continua ad agire come se dovesse tenere a freno una bambina che ha ancora bisogno di essere controllata, senza essersi accorto che il tempo è passato e le cose sono cambiate.
Così, il suo Super Io non tiene conto che lei è cresciuta e che adesso il suo Io è grande e forte abbastanza per sapere se e come e quanto lasciarsi andare.
Detto in altro modo, è come se lei avesse dentro di se un genitore molto serio e preoccupato che pensa di dover contenere una bambina ancora un po' troppo piccola e inconsapevole, e dunque la tiene il più possibile.

Ma allo stesso tempo il suo Io non si sente abbastanza forte da superare le censure del Super Io, e quindi lei stessa non è del tutto sicura di non essere più una bambina piccola; cosi, tutta questa protezione, a volte appare del tutto esagerata e fuori luogo, mentre altre volte sembra giustificata.
Da qui la sofferenza del suo Io che si sente, ingiustamente, scavalcato ma, allo stesso tempo, ancora in difficoltà ad assumere del tutto la guida della sua vita.

Lo so, è complicato, ma spero di essere riuscito a dare un'idea del problema. Anche se, a questo punto, potrebbe essere complicato riuscire a spiegare, in modo convincente, al suo Super Io che è ora che si metta tranquillo e la lasci fare guardandola con il sorriso!
Che ne dice?

Saluti,
Ventura


* psicoterapeuta

di Marco Ventura *

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