Magazine Mercoledì 23 dicembre 2009

«Dovevo partire, ma ho scordato la valigia»

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Magazine - Ho sognato che io e il mio ragazzo dovevamo partire per il viaggio dei nostri sogni. L'aereo era alle 11.00 del mattino. Eravamo usciti presto per prendere le ultime cose che ci servivano, poi abbiamo fatto la doccia e alle 10.15 mi ricordo che non avevo ancora preparato la valigia. Mi ero dimenticata di farla! Il mio ragazzo era arrabbiatissimo perché io, nella vita reale, mi dimentico sempre tutto. Sono una persona abbastanza incasinata e svampita, e lui si arrabbia sempre! Insomma, mentre finivo di preparare la valigia, guardavo terrorizzata l'ora ed erano le 10.50. Troppo tardi! ho pensato non prenderemo mai in tempo l'aereo! Mio padre era corso a prendere la macchina per accompagnarci di corsa, ma io sapevo che appena sarei scesa avrei visto lo sguardo arrabbiatissimo del mio ragazzo. Intanto continuavo a dimenticarmi qualcosa da aggiungere alla valigia e si faceva sempre più tardi, e la bilancia per vedere se avevo superato il peso consentito per la valigia non funzionava. Alla fine mi sono svegliata con un'angoscia pazzesca.

Sa gentilmente spiegarmi cosa significa questo sogno?
Grazie mille,
Miss.M

Buongiorno Miss M.,

Intanto volevo rassicurarla e dirle che conosco diverse altre persone alle prese con il suo stesso ‘problemino'. E poi credo proprio che il suo sogno voglia dire esattamente quello che racconta: ovvero, che lei è spesso ‘incasinata' e ‘svampita' e che questo le crea dei problemi, non solo nel portare a termine le cose importanti come il viaggio dei suoi sogni (oppure lei vuole veramente sabotarlo?), ma anche con le persone che condividono con lei alcuni progetti e che lei, con il suo fare ‘svagato', spesso delude, soffrendo a sua volta del loro biasimo.

E visto che lei non è più una bambina, questo atteggiamento critico nei suoi confronti potrebbe anche essere comprensibile. Banale, seccante se vuole, ma ovvio, allora perché lo definisce angosciante? Forse perché qualcosa non le torna? Forse perché lei vorrebbe essere quello che è ed essere allo stesso tempo apprezzata? Mentre invece deve prendere atto che, quando è così ‘incasinata', le persone che le stanno intorno non riescono proprio ad essere contente della sua organizzazione? (e forse non ne è contenta neppure lei stessa).

Ma come? Proprio chi dovrebbe volerle bene a tutti i costi? A tutti i costi? Davvero? E vale in tutti e due i sensi? O sono solo gli altri che devono accettare lei? No! Così non quadra!
Credo che una parte dell'angoscia sia dovuta alla difficoltà di dover fare i conti con la realtà. Una realtà che è fatta di regole, di orari, di impegni e di limiti. Una realtà che, in nome della vita sociale, le chiede di crescere e di modificarsi sacrificando una parte di lei e di un modo di fare che le piacerebbe continuare ad avere. Una realtà (ma quante pretese questa realtà, eh?) dove, oltre che essere accettati, dobbiamo essere anche noi ad accettare gli altri. E sopportare che le bilance pesino il peso e non i desideri, e che gli orologi segnino il tempo che passa, a prescindere che siamo pronti o meno.

Oppure può continuare a divertirsi ad essere ‘svampita' ed ‘incasinata' e sentirsi anche amata, senza però pretendere che le persone si fidino e si affidino a lei. Ma anche questo è angosciante, no?
Cosi mi permetterò di chiederle, per favore, di prendere in considerazione il fatto che: si, lei è sempre importante, ma non può più essere così piccola. Adesso anche lei deve crescere ed essere un po' meno svampita ed un po' più organizzata. Non è poi così difficile.
E potrebbe essere anche un cambiamento carino.

Saluti,
Ventura

*psicoterapeuta

di Marco Ventura

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