Magazine Lunedì 7 maggio 2001

Versi scritti nel golfo di Lerici



Versi scritti nel golfo di Lerici


Lei mi lasciò nel tempo silenzioso
in cui la luna smise di salire
per l’azzurro sentiero che s’inerpica
attraverso i percorsi del cielo
e come albatro dormiente, sospesa
in equilibrio sull’ali di luce,
si librava nella notte di porpora
per giungere al nidi sull’oceano
nelle sue dimore ad occidente.
Lei mi lasciò ed io rimasi solo
ripensando a tutte le armonie
che il cuore affascinato sentiva
pur se silenziose al mio orecchio,
simili a note morte sul nascere
e che tuttavia come i fantasmi
popolano di echi le colline
ed anche sentivo –oh, anche troppo!
l’impercettibile tocco di lei
quasi che la sua mano gentile
tremasse appena sulla mia fronte;
e così, quantunque lei fosse assente,
la memoria mi portava di lei
quanto neppure la fantasia pretende:
io ero debole per la sua presenza,
ogni passione si era domata
ed io me ne restavo tutto solo
nel tempo che era solamente nostro;
passato e futuro già scordati
come non fossero mai esistiti
e non dovessero esistere più.
Ma appena il mio angelo custode
spariva, subito tornava il démone
sul trono del mio fragile cuore.
Non oso ripetere i miei pensieri,
ma ero così debole e turbato
che mi sedetti e guardai le navi
scivolare sul mare luminoso
e grande, come alate carrozze
per correre in un mondo sereno
ad uno strano lontano dovere:
alla volta d’una stella elisia
per cercare un qualche filtro magico
cura del mio dolore dolce amaro.
Ed il vento che dava ali al loro volo
veniva da terra fresco e leggero
e il profumo degli alati fiori
ed il fresco dell’ora rugiadosa
e la dolce calma del giorno
scendevano sul golfo luminoso.
E il pescatore con la sua lanterna
scendeva con la fiocina tra gli scogli
umidi e bassi, i pesci a trafiggere
adoranti la fiamma ingannatrice.
Troppo felici invero son coloro
il cui piacere già appagato estingue
ogni senso e pensiero del rimpianto
che il piacere ci lascia, distruggendo
solamente la vita, non la pace.


Percy B. Shelley


Riferimento bibliografico: Da Monterosso a Bocca di Magra. Pagine di scrittori (a cura di Rosa Elisa Giangoia e Laura Guglielmi. Erga Edizioni, 1997)


Vedi anche Leggi l'articolo , Leggi l'articolo e Leggi l'articolo .
di Donald Datti

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Il deserto rosso Di Michelangelo Antonioni Drammatico Italia, 1964 A Ravenna, ridotta a deserto industriale, una giovane borghese nevrotica, moglie di un ingegnere, cerca vanamente un equilibrio, si fa un amante e vaga senza trovare soluzione alla sua crisi.  Guarda la scheda del film