Magazine Venerdì 4 dicembre 2009

Amicizia: istruzioni per l'uso

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Buongiorno dottore,

Sono una ragazza 22enne, le scrivo perché ho problemi di amicizie. Sono una ragazza tranquilla, a cui piace divertirsi, con i miei problemi ma come tante. Premetto che non ho molte amiche e non ho mantenuto quasi nessun contatto con le compagne del liceo, un po' perché ho passato un brutto periodo, un po' per scelta volontaria. All'Università, però, ho conosciuto altre persone, con le quali ho legato fin da subito. Il mio problema è che dopo un interessamento reciproco vedo che queste persone si allontanano per motivi futili; mi sembra che mi vogliano evitare, cioè non andare oltre al semplice rapporto di conoscenti, mentre io quando conosco una ragazza penso subito alla nostra possibile amicizia, caricando forse di troppe aspettative le persone. Non dico di essere perfetta, anche io sicuramente ho i miei difetti, e magari non vado bene a quelle persone che non vogliono approfondire la mia amicizia. E così si ripete sempre la stessa storia: quando vedo che le persone cominciano ad allontanarsi - o almeno ho questa impressione - mi arrabbio!

Queste situazioni mi fanno stare molto male. So di non essere molto tollerante, magari all'inizio mi dico che sono io che esagero, che le persone hanno da fare le loro cose e così via. Poi, però, alla lunga sbotto, tagliando tutti i contatti. L'ho già fatto altre volte, cercando di spiegare le mie motivazioni, che a me sembrano fondate. Non ci posso far niente, io non sono capace di fingere che vada tutto bene, le cose che mi danno fastidio ho imparato a dirle in faccia. In amicizia, secondo me, è giusto dire le cose che non vanno bene.A questo punto, io mi chiedo: perché anche le altre persone non fanno lo stesso con me? Perché non mi dicono chiaramente in faccia che sono un'amica di uscite ogni tanto o che i miei comportamenti gli danno fastidio? Potrei essere io che, senza volerlo, faccio qualcosa di sbagliato. Vorrei dunque capire se sono io che commetto errori nell'avvicinarmi alle altre persone, e se sì, dove potrei migliorare.

La ringrazio.

Saluti a lei tranquilla ragazza 22 enne.
Nella sua lettera lei pone una serie di questioni piuttosto interessanti, salvo poi arrivare alla sua ultima domanda dove chiede ‘sbaglio io qualcosa?', che è decisamente un modo riduttivo di affrontare la sua situazione e che merita invece una valutazione più ampia di tutto il suo racconto.Cercherò quindi di risponderle provando ad evidenziare quegli aspetti che mi hanno particolarmente colpito, sperando che, in questo modo, possa essere più facile capire e affrontare questo suo problema.

Innanzitutto, mi ha incuriosito il riferimento alle passate amicizie che lei ora non ha più a causa del suo brutto periodo e di alcune sue scelte. Poi, però, non va oltre, perché? Se era un fatto senza importanza non valeva neanche la pena di citarlo; se invece aveva una sua significatività allora meritava di essere spiegato un po' meglio. Ma, chissà perche, così non è stato. Ma qualcosa sotto deve pur esserci, dato che poi, nella lettera, lei dà veramente molta importanza alla parola Amicizia (quella con la A maiuscola) facendo un discorso molto intrigante ma dimenticando, forse, che più una cosa, o un sentimento, sono belli o importanti più, allo stesso tempo, sono molto rari ed anche molto difficili. E così sembra che lei si dimentichi che l'Amicizia, come forse anche l'Amore, non sono sentimenti che si possono pretendere o imporre e quasi quasi mi verrebbe da dire che talvolta è quasi più difficile trovare un vero amico che un vero amore, ma questo è un' altro discorso) E poi, giusto per complicare le cose, vorrei chiederle: ma quali dovrebbero essere le caratteristiche di un vero amico? E ancora: perché mai dovremmo farne una colpa, a noi e agli altri, se non tutti le possiedono? Domande alla quale non è facile rispondere, e se per caso a qualcuno venisse in mente di pensarci davvero, vorrei suggerire di verificare non solo se queste caratteristiche le hanno gli altri ma anche se, davvero, le abbiamo noi.

Domande a cui è difficile rispondere, senza dubbio. E poi, non dimentichiamo che tutti questi discorsi sull'Amicizia e sull'Amore hanno certamente un fondamento ed una loro necessità, ma questo non significa che non vi possano essere molte buone amicizie (con la ‘a' minuscola) che, anche se più superficiali, hanno un loro senso e ci rendono la vita di relazione più sopportabile e, magari, si trasformano nel tempo, in qualcosa di più solido.

Detto questo, mi viene spontaneo farle un'altra domanda: perché lei cerca così insistentemente di approfondire le amicizie? A cosa mira? Cosa le manca? E di che cosa ha paura? Non sono queste domande da poco. Anzi, credo che ci vorrà un po' di tempo per dare delle risposte vere, dato che ho la sensazione che sia proprio in queste domande, e nelle sue risposte, che risieda il nucleo del suo problema. Come mai lei è così contratta nella ricerca di amicizie esclusive profonde ed intense? In fondo, non tutti devono essere i nostri veri amici, ammesso che questa frase abbia un senso.

Io avrei una serie di ipotesi, ma sarebbe meglio per lei se fosse lei stessa a riflettere su questa sua necessita, che, temo, rischia di essere cosi pressante da diventare un ostacolo alle sue relazioni amicali, anziché un elemento che le facilita, non fosse altro che un rapporto di amicizia si dovrebbe basare sull'intesa e non sul bisogno.

Dopo aver chiarito questo punto, ci sarebbe poi da parlare sull'opportunità di dire in faccia cosa si pensa delle persone. Io ci penserei su. Questo perché quello che noi diciamo, troppo spesso lo diciamo sull'onda delle nostre emozioni e quello che esce dalla nostra bocca è un mix confuso e non controllato dove i nostri pensieri si mischiano alle nostre emozioni, sentimenti, stati d'animo. con il risultato che quello che abbiamo detto è spesso più vicino ad uno sfogo che non ad una discussione. E raramente alle persone fa piacere sentirsi buttare addosso la nostra spazzatura.

Ma non siamo tutti uguali, e così ci sono altre persone che sembra non ascoltino quello che gli si dice educatamente e sentono solo quando gli si urla. A quel punto, però, oltre a sentire, si offendono anche un po': questo per dire che magari le sue amiche le hanno già detto che erano ‘amiche solo per uscire', ma forse lei non è stata a sentirle per davvero.

Ma detto così suona male. Lei ha 22 ed è un po' presto e poco generoso dirle cosa sbaglia: la vita è fatta di tentativi, e gli sbagli sono inevitabili, oltre che necessari, perché sono la via per capire meglio cosa c'è davvero da fare e cosa no. Ovviamente, si arriva a capire solo dopo averne fatto un bel po', e dopo averci riflettuto su per bene. Del resto, come recita il proverbio, solo Il perseverare è diabolico.

Spero che queste mie riflessioni la aiutino a trovare le sue risposte.

Saluti

Ventura

di Marco Ventura

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