Magazine Venerdì 27 novembre 2009

Le cronache di Saint Germain

Magazine - Un personaggio con alle spalle una vita di oltre 4 millenni, ed una saga che raccoglie oltre una ventina di titoli, un quarto dell'intera produzione dell'autrice, Chelsea Quinn Yarbro.
La scrittrice americana è rimasta tanto ammaliata dal fascino di uno dei personaggi storici più ambigui - il conte di Saint Germain - da trasformarlo in un vampiro. Il risultato è un gioco di rimandi che sommano le leggende sul conte alla tradizionale immortalità dei Maestri della Notte. Il conte diventa così testimone e protagonista del lento scorrere del tempo che noi mortali chiamiamo semplicemente Storia.

L'idea di una saga vampirica sui generis prende forma con i libri pubblicati dalla Gargoyle e intitolati Hotel Transilvania (2005), Il palazzo (2006), Giochi di sangue (2006), Il sentiero dell'eclissi (2007) e Un destino di sfida (2008). Un un'altra quindicina di titoli sono ancora inediti in Italia. Una produzione vastissima a cui la Yarbro non sembra intenzionata a mettere la parola fine.
Premettiamo che avvicinarsi alla saga di Chelsea Quinn Yarbro aspettandosi la storia di un amore impossibile in stile Twilight sarebbe un errore (secondo me la saga di Edward e Bella è decisamente sopravalutata), perché potreste rimanere sorpresi dalla capacità dell'autrice americana di cavalcare generi - dalla spy story al gotico, senza mai tradire la vocazione del suo vampiro.

Il Saint Germain della Yarbro è un vampiro diverso dallo stereotipo che lo vede con lunghi canini, mantello nero, anche se resta in qualche modo fedele alla tradizione: non è vanesio come i Cullen, non è isolato, bestiale o folle come spesso accade al cinema, anzi, mostra una grande cultura, modi affascinanti - non demoniaci come il Dracula di Stocker - e viene raccontato da una penna decisamente capace, in grado di tenere il lettore attaccato al libro come il vampiro lo è alla sua terra natale.

Nell'ultimo libro edito da Gargoyle, Le Cronache di Saint Germain (352 pp. - 16 Eur), è possibile avere un incontro ravvicinato con il vampiro millenario. La sua origine risale a circa 4.000 anni fa attraverso una serie di racconti ambientati in periodi e situazioni diverse, tanto varie da permettere al lettore di misurare la capacità dell'artista di costruire una plot completa - e un'ottima istantanea del suo personaggio - in poche pagine.

Nelle cronache è affascinante osservare lo scorrere del tempo: si passa da un salotto inglese a cavallo del ‘900, in cui la voce narrante - Il Nono Conte di Copehowe, Charles Whittenfield - intrattiene i suoi ospiti con un ottimo Porto, il racconto di uno specchio speciale, le raccomandazioni tra Vampiri di fronte alla folle caccia alle streghe del Maccartismo americano degli anni Cinquanta, passando attraverso la Seconda Guerra Mondiale. Tra un racconto e l'altro l'autrice ci regala un rapporto intimo con il suo personaggio attraverso le lettere che il conte manda ai suoi amici, collaboratori e conoscenti. In un rapporto tipico del romanzo epistolare, il lettore diventa anche il destinatario di istruzioni e confidenze capaci di arricchire il già dettagliato affresco che l'autrice dipinge.

Nel brano Il ragno nello specchio - con cui si apre questa antologia - è facile divertirsi di fronte al lungo racconto del conte, in cui non manca il pathos e il colpo di scena finale. Nei racconti seguenti si assiste ad un ideale viaggio nel tempo in cui la scenografia e gli aspetti sociali sono curati con tale attenzione dall'autrice da poter essere considerati senza dubbio racconti storici in tinte vampiriche. Attraverso questi racconti conosciamo gli elementi caratteristici della progenie del Conte. La stirpe di vampiri a cui appartiene Saint Germain, ad esempio, si nutre e si espande non attraverso il sangue ma con la seduzione: non semplicemente attraverso il sesso, ma nella dimensione più intima delle pratiche sessuali la vita arriva al vampiro solo attraverso il piacere che dona al partner (intrigante, vero?)

Secondo la tradizione il vampiro non si riflette negli specchi né appare nelle fotografie, soffre il sole anche se non ne è uccisa. La vera morte arriva interrompendo i collegamenti neurali attraverso decapitazione, il fuoco. Il paletto nel cuore - fedele alla tradizione - è efficacie ma solo se attraversa la colonna vertebrale. La cosa che più colpisce poi è l'intensità dei sentimenti che il vampiro prova: è curioso di fronte al genere umano, che vede in qualche modo evolversi rimanendo sempre ugualmente selvaggio; è romanticamente affascinato dalle sue prede e eternamente innamorato di Madeleine, da cui è condannato a stare lontano perché essendo lei stessa una vampira (l'ha trasformata lui), non è dotata della vita di cui un vampiro ha bisogno per vivere.

La cura dei dialoghi e personaggi ben delineati - ne sono un esempio la sera a teatro di Canzoni e Romanze, e il viaggio in aereo di Vicini di posto - rendono la lettura godibile, facendo sì che le Cronache possano essere un bel modo per un affezionato lettore di ritrovare i rimandi agli altri capitoli della saga ed essere allo stesso tempo un gustoso antipasto per un neofita del conte.

di Francesco Cascione

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