Magazine Venerdì 20 novembre 2009

«Mia suocera? Non la sopporto più»

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Magazine - Dottore salve,
la mia storia di sicuro è una storia come tante. Ma io non ce la faccio più. Non la reggo proprio! Mi riferisco a mia suocera: se per esempio a tavola mio marito chiede se si può passargli l'acqua, e io allungo la mano per passargli la bottiglia, LEI quasi si alza per arrivare prima a passargliela. Con mia figlia (SUA NIPOTE, IDENTICA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ALLA LORO FAMIGLIA, ovviamente!), è un disastro! Dice che l'adora e che è la LUCE DEI SUOI OCCHI, però, nelle cose piccole, di tutti i giorni, non la capisce. Non le va bene che porti ancora il pannolone (ha due anni e mezzo, non è che ha sette anni eh!), e non le va che porti ancora il ciuccio, e ogni occasione è buona per farglielo notare (alla BAMBINA! MA SI RENDE CONTO???).
Sì, di sicuro lo fa perché è da quando è nata che dice le cose alla piccola per "farle capire a me"... però la bambina quando vede la nonna ed ha il ciuccio, si nasconde perché "ha paura" che la nonna le dica
"ancorata?? 'sto ciuccio? buttalo via...".

Guardi dottore, non voglio fare la perfettina, ma le confesso che passo sopra a molte cose (ed in passato ancora di più), perché ho l'idea che non devo influenzare i rapporti della bambina con i nonni, ognuno si deve creare i rapporti con gli altri, verrà da sè, lungi da me l'idea di parlare male della nonna, o di dirle che la nonna dice le cretinate.
L'altro giorno non la voleva salutare, non le voleva dare un bacino (semplicemente perché era stanca, i bambini lo fanno, o no?), io un po' gliel'ho detto "dai su, saluta i nonni, che poi stai una settimana senza vederli" ma non voleva e andava via. La NONNA AMOROSA le ha detto
"mamma mia come sei brutta" ... capirai, ha iniziato a piangere!!! (la bambina) poi le ho spiegato che la nonna non voleva mica dirle "brutta"... e insomma ho cercato di aggirare un po' la cosa... ma è DIFFICILE!

Io non ne posso più, Le ho raccontato questo aneddoto ma ce ne sono molti... tutte "goccioline" ... che poi però FANNO STRABOCCARE IL VASO!
Fuma, e non si preoccupa che ci sia la bambina o meno, e quando glielo diciamo, per bene (io) a volte per "male" (mio marito), lei dice
"uh, vabbè tanto c'è la finestra aperta". Non sopporto quando tossisce (la tosse bella grassa del fumatore sa?!), e non si mette la mano... non sopporto quando viene in casa mia e mette le cose in lavastoviglie...
Dottore, lo so, a scrivere mi sento pure sciocca, perché mi rendo conto che non sono questi i problemi della vita... ma mi creda, la mia me la sto rovinando! Non posso evitarla perché è la madre di mio marito, la nonna della mia bambina... e come si fa?! Come faccio dottore??? Ho provato a ignorare, a rispondere garbatamente (perché non è giusto subire sempre), ora sono nella fase "cattiva": l'altro giorno ho concluso un discorso stroncando i suoi "ma cosa dici?" detti con fare arrogante, con un "io ho deciso così, per me è giusto", a muso duro.
Sabato ritorna... io vado via... non ce la faccio.

Ah, oltre tutto, io ho sempre sostenuto la tesi che i nonni devono fare i nonni quando vogliono: viziando se ne hanno voglia, brontolando quando necessario, però sono sempre stata contraria al nonno baby-sitter. Le ho lasciato la bambina sempre e solo QUANDO ME L'HA CHIESTO!
L'estate scorsa ha avuto il coraggio di rinfacciarmi che le toccava stare due settimane (quelle di chiusura del nido) con la bambina DOPO CHE L'AVEVA DETTO LEI CHE CI SAREBBE STATA PIU' CHE VOLENTIERI! Non so se ho reso l'idea.
Mi suggerisca un altro metodo di sopportazione, oltre all'ignorare, rispondere garbatamente e rispondere male, LA PREGO! Ah, non vale propormi di andare in America... c'ho già pensato, non è fattibile per lavoro/amici, e poi MI RAGGIUNGEREBBE!!! AIUTO!
Grazie mille se vorrà rispondermi, e grazie comunque per avermi anche soltanto letto... Se non mi risponde capisco... d'altronde non credo ci si possa fare molto.
Grazie, saluti.

N.B. Scusi se non firmo... ma non vorrei essere rintracciata!


Buon giorno.
Certo che le rispondo, non fosse altro per portare alla luce una situazione che potrebbe essere condivisa anche da altre donne. Perché, diciamolo, questo problema della "suocera" lo hanno più le donne che gli uomini (o no?).
E comunque già scriverne è un primo passo. Magari non risolve ma a volte anche gli sfoghi servono. Così ho letto la sua storia cercando di mettermi nei suoi panni condividendo l'antipatica sensazione non solo di essere "invasi" nella propria vita da un'altra persona, ma anche di essere in qualche modo raggirati e di sentirsi impossibilitati a reagire. Ovviamente su quest'ultimo punto avrei qualcosa da dire. Non parlo di soluzioni miracolose, ma davvero, ci sono "cose" e "modi" più adatti ad affrontare queste situazioni. Però si tratterebbe di entrare nei dettagli e diventerebbe un discorso troppo lungo.

A proposito, come mai avete "questa suocera" sempre in mezzo? È vero che, a pensarci bene, l'invadenza della suocera era una costante belle "normali" famiglie del millennio scorso, ma chissà quali sono i "vostri" motivi? Poi, anche se questo inutile tormento potrebbe essere considerato (ahimé) un classico, più di tutto mi ha colpito la sua ultima frase, quando lei non si firma Perché non vorrebbe essere "rintracciata".
Oddio, e se mai venisse "rintracciata" cosa potrebbe succedere? Potrebbe essere "peggio di così"? Allora siamo messi davvero male! Rischiamo tutti la vita? Mah, nel dubbio non le risponderò! No, anzi, le farò altre domande.
La prima è: e in tutto questo suo marito che dice? Che fa? E come pensa di affrontare questo stato di crisi? Perché immagino che lei lo abbia detto a suo marito che "c'è un problema" vero? In realtà sarebbe la prima persona con cui condividere questo malessere, ma non sono del tutto sicuro che lei lo abbia fatto o magari sì, ma chissà con quale metodo e convinzione.

In ogni caso suo marito dovrebbe essere una figura che gioca un ruolo importante nella sua famiglia anche se, trattandosi di gestire un conflitto tra le donne più importanti della sua vita (mamma-moglie-figlia) capirei se anche lui non sapesse che posizioni prendere (e mantenere). La sensazione è che lei sia convinta di aver già "provato tutto" inutilmente e che ora, stremata, si senta gia spacciata e di fronte a un bivio che le fornisce solo alternative scomode: o scappare o sopportare (ed io aggiungerei, o scoppiare).
Quindi non andrò oltre, ma mi piacerebbe sapere se ci sono altre donne che vivono la sua stessa situazione che hanno voglia di dire la loro... E magari poi scoprire che uniti si vince.
Saluti
Ventura



* psicoterapeuta

di Marco Ventura *

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