Magazine Martedì 10 novembre 2009

Fino a quando si ha il diritto di sbagliare?

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Ne avevate sentito la mancanza? La Posta del Cuore torna su mentelocale.it dopo un periodo di pausa. In tanti anni la nostra Antonella Viale ha dato consigli ai tanti e tante che le hanno scritto per raccontarle i loro problemi sentimentali. Oggi Antonella, a grande richiesta, è pronta a rispondere nuovamente alle vostre mail.

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Magazine - Buonasera Antonella,
la mia è una situazione che credo lei abbia già ascoltato e sulla quale abbia già scritto. Ma io non riesco ad uscirne. Le scrivo perché vorrei una sua analisi, non delle risposte perché so che non potrà darmene, e spero che non mi giudicherà troppo male: lo hanno già fatto e poi, mi creda, mi sono giudicata già da sola...
Ho 38 anni e a questo penso quando mi chiedo quello che ho chiesto anche a lei nel titolo.

Forse anche per questo non c'è una risposta. Ma c'è la mia storia. Una storia di 7 anni di cui 4 di convivenza con una persona senza grandi difetti, senza grandi colpe, senza grandi problemi. Già, perché i problemi li ho avuti io. La colpa di non essermi accontenata di una vita tranquilla e di una vita di coppia che, sempre a mio parere, era diventata proprio negli anni della convivenza molto più amichevole che amorosa.
Affettuosa sì, ma senza passione e molto carente sul piano sessuale. Ho incontrato una persona. Libera, mentre io non lo ero. Con qualche difetto, qualche colpa, qualche problema. La storia con questa persona mi ha coinvolto. Mi sono presa una pausa, ho interrotto la convivenza, più per coerenza verso me stessa, devo ammetterlo...
Ma ora vivo male.

Non mi perdono il fatto di non essere stata all'altezza delle mie aspettative, dell'immagine che avevo di me, di aver avuto la debolezza di cedere. Vorrei andare avanti, con questa persona, fare quel salto nel vuoto nonostante le forti pressioni che ho da parte delle famiglie.
Sì, potrei sbagliare, è vero. E mi sento una persona cattiva, perché in fondo dovrei provare a rimettere in piedi il mio rapporto. Sono consapevole del fatto che non lo faccio perché non ho la mente libera, perchè quest'altra storia nata tra mille difficoltà e cosi fragile mi fa tenerezza e comincia a riempirmi la vita.
E vorrei prendermene cura. Tornare indietro significherebbe rinunciarci.

Mi porto dentro il senso di colpa di non aver saputo apprezzare una vita tranquilla e di avere il desiderio di qualcosa di nuovo. E poi c'è la paura di sbagliare, di buttare all'aria ciò che non sono stata brava ad apprezzare, perché in fondo "che cosa vuoi di più dalla vita?"
E poi mi chiedo e le chiedo: ma ho ancora il diritto di sbagliare?
Grazie, anche solo per aver avuto voglia di leggere.
Lunanera

Cara Lunanera,
raramente do giudizi etici, in genere quando me li strappano a forza con mail che gridano vendetta. Un caso classico è quello dei coniugi che spiano la posta o il cellulare: il giudizio etico è parte integrante della risposta. Nel suo caso perché dovrei? Le responsabilità sono quasi sempre al 50% e, purtroppo, non ci si disamora mai in contemporanea, c'è sempre uno che lo fa per primo. Non è una colpa. 38 anni non sono un'età tanto avanzata da richiedere un bel bilancio su passato, presente e futuro, né per ritenere di avere chiuso con il desiderio di intensità, emozioni, corpi nuovi.
Non la biasimo quindi, di solito si rimane insieme per i figli, ma non mi pare il suo caso. Senza contare che ha interrotto la convivenza, che è un gesto coerente - ha ragione - e coraggioso. La immagino come una persona fortemente etica o forse con una formazione cattolica, che fa pesare mica male i sensi di colpa.

Le darò i consigli che non mi ha chiesto. Si sbarazzi di tutto il superfluo, sensi di colpa, paura di far soffrire un buon compagno per il quale prova solo affetto, timore di lasciare il certo per l'incerto e si faccia una domanda sola: quanto conta l'argomento su cui ha sorvolato abilmente? Sto parlando - e cito - di qualche difetto, qualche colpa, qualche problema. Siccome non è entrata nei particolari non posso aiutarla, ma movimentarsi la vita alla sua età va benissimo, non è una prova di immaturità, a patto che difetti, colpe e problemi non siano ciò che la attrae davvero nel nuovo forse compagno.
Auguri Lunanera, non tanto di vedere chiaro in se stessa, quanto di vedere sulla natura della passione che la coinvolge tanto,
Antonella

di Antonella Viale

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