Magazine Lunedì 5 ottobre 2009

Il lupo e la scimmia

Magazine - Una volta c'era un lupo. Grigio, ed anche un po' azzurrino. Come il ghiaccio. Viveva in branco anche se gli andava parecchio stretto. Siccome non era un maschio dominante, o almeno gli altri pensavano che non lo fosse abbastanza, ad un certo punto si inselvatichì talmente che dovette uscire dal gruppo. E rimase un lupo isolato. Uno che ululava alla luna da solo, quando il buio cominciava a scendere sulla radura.

Una sera, vide una scimmia. Bellissima, che stava ai limiti del bosco, con un'aria dolce. Si avvicinò ed i due animali unirono le loro solitudini. Ne nacque una storia. Il lupo era felice, si sentiva il maschio dominante di un nuovo gruppo anche se formato soltanto da due individui. Anche diversi. La scimmia diventò più ilare, e la sua vita migliorò per gli sforzi del lupo che la aiutava in tutto. Le faceva la spesa, la proteggeva ed, alla sera, le raccontava storie incredibili di uomini, lune calanti e cuccioli da immaginare. La loro vita era come la luna piena. Bella e brillante.

La scimmia, però, aveva un'anima più riflessiva di quella errante del lupo. Questi faceva tutto senza pensare ad un ritorno, ma lo faceva per il bene dell'altra e per l'amore selvaggio che di lei lo aveva preso. La scimmia covava invece una sorta di riflessione calcolatrice delle effusioni e soprattutto del suo trasporto.

Il lupo, un giorno, rimase con una zampa in una trappola. Chiamò la scimmia e questa, vistolo al laccio, lo abbandonò. Anzi, corse sulla radura e si arrampicò di nuovo su di un albero. In attesa di un altro lupo, o di chi se la potesse prendere a cuore.

Il lupo si vide perso. Per un attimo sentì il proprio mondo sgretolarsi e partire per la luna come una nube di vernice. Rimase sconvolto. Choccato. Dovette liberarsi del laccio con i denti e le unghie. Zoppicò per alcune settimane e portò in giro per il bosco un cuore affaticato. Poi capì. Comprese che nessuna scimmia può avere il potere di stordire o lasciare un cuore di lupo. E che è tutto sommato molto meglio usare il cuore che non il cervello. Perché, quando sei al laccio, quello che conta sei tu. E dai lacci si esce sempre con qualcosa in più. Ciò che conta nei momenti in cui si è al laccio è il lupo, semplicemente. Cioè, quello che sei e basta.

Basato e adattato liberamente su Il lupo e il filosofo - Mark Rowlands - Mondadori 2009.

di Alberto Pezzini

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