Magazine Mercoledì 19 agosto 2009

È morta Fernanda Pivano, la voce italiana della Beat Generation

Altre foto

Fernanda Pivano è morta a Milano la sera del 18 agosto 2009, in una clinica privata in cui era ricoverata da tempo. Aveva 92 anni.
I funerali sono fissati per venerdì 21 agosto, alle ore 11, nella basilica Santa Maria Assunta di Carignano a Genova. Poi, la sepoltura nel Cimitero di Staglieno, dove riposa sua madre.

Magazine - L'ho incontrata due volte, Fernanda Pivano. La prima alla Fiera del Libro di Torino, nel 2004: presentava il volume fotografico a cura di Guido Harari The beat goes on. La seconda a Genova, sulla spiaggia di Boccadasse, in un incontro del Festival di Poesia 2007: c'era anche Vittorio De Scalzi che cantava le canzoni di De Andrè, e lei era felice come una ragazzina.
In entrambe le occasioni abbiamo scambiato qualche parola, e ancora conservo una sua dedica tra le pagine di un libro: Peace & Love, mi aveva scritto. Pace e amore.
Ora, pensare che Nanda ci ha lasciati così, senza dire niente, mi dà una strana sensazione: è come se quel filo diretto tra me e la storia, la cultura e i personaggi del Novecento si fosse improvvisamente strappato.

Fernanda Pivano è nata a Genova il 18 luglio 1917. Da adolescente si era poi trasferita a Torino con la famiglia: risale a questo periodo il folle innamoramento per la letteratura americana. Al Liceo Massimo D'Azeglio era in classe con Primo Levi, e come professore (supplente) ebbe un giovane Cesare Pavese, che - allora lei non lo poteva immaginare - sarebbe diventato una delle figure di riferimento della sua vita. I due si incontrarono nuovamente anni dopo, Pavese prese una terribile cotta per lei e la coccolò di parole e poesie, per anni (prendete in mano Feria d'agosto: sul frontespizio Pavese volle imprimere due date nero su bianco - 26 luglio '40 e 10 luglio '45 -, e una croce. Sono i giorni in cui lui le chiese, invano, di sposarlo).

Proprio Pavese, già innamorato dell'America e della sua letteratura foriera di libertà e innovazioni, le fece conoscere l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Nel 1943, anno in cui Nanda si laureò in filosofia con Nicola Abbagnano, uscì per Einaudi la sua prima traduzione, Spoon River appunto. Pavese gliel'aveva regalata.

Dopo il matrimonio con l'architetto Ettore Sottsass, nel 1949 si trasferì a Milano. Gli anni successivi furono quelli degli incontri e delle amicizie con i suoi miti, gli scrittori americani: Hemingway, Ginsberg, Kerouac, Corso, Bukowski, solo per citarne qualcuno.
Iniziò a viaggiare per il mondo: Africa, India, Mari del Sud e naturalmente Stati Uniti. La sua attività di traduttrice diventò frenetica, tradusse Tenera è la notte e Il grande Gatsby di Fitzgerald, Jukebox all'idrogeno di Ginsberg, quasi tutto Hemingway, scrisse la prefazione di Sulla strada di Kerouak. I suoi saggi, da America rossa e nera a Il mito americano, hanno fatto capire all'Italia cos'era la Beat Generation.
Fernanda Pivano è stata anche una grande amante di musica: strinse amicizia con gente come Bob Dylan e Chet Backer. Nel 1971 un cantautore genovese ebbe la pazza idea di mettere in musica l'Antologia di Spoon River: Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè diventarono grandi amici da allora. A dieci anni di distanza li abbiamo persi entrambi.

Fino all'ultimo Fernanda Pivano ha vissuto con un entusiasmo sempre acceso. La passione per la letteratura, per i giovani, per la vità è rimasta inalterata. E così è entrata in contatto con nuove generazioni di artisti: Jay McIner­ney, Bret Easton Ellis, David Foster Wallace, Chuck Palahniuk. Tra gli italiani amava particolarmente Andrea G. Pinketts, che definì l'unico cow boy metropolitano della letteratura.
E poi, tanti cantautori che la consideravano un po' come una nonna: Jovanotti, Ligabue, Capossela, Morgan, Vasco Rossi. Proprio Vasco, una volta, le disse: «cara Nanda, che cosa saremmo senza di te? Certamente un po' più poveri».

Ecco, ora più poveri lo saremo per davvero.

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Fotogallery

Oggi al cinema

Sulle sue spalle Di Alexandria Bombach Documentario 2018 Nadia Murad, Premio Nobel 2018 per la Pace, è una sopravvissuta: aveva appena 20 anni la notte del 3 agosto 2014, quando l'Isis attaccò Sinjar, la sua città natale, e sterminò la sua famiglia insieme a gran parte della popolazione... Guarda la scheda del film