Concerti Magazine Venerdì 14 agosto 2009

Woodstock compie 40 anni

Magazine - Doveva svolgersi a Woodstock, costare 6 dollari a biglietto ed essere un festival di provincia. Alla fine si svolse a Bethel, fu un free concert e divenne il fulcro della storia del rock. Piccoli incidenti di percorso che non hanno impedito al Woodstock Music and Art Fair di coronare un anno magmatico e simbolico come il '69: vi dicono qualcosa ArpaNet, papà di Internet, Stonewall, antesignano dei gay pride, o il primo uomo sulla luna?

Culmine del fenomeno hippy, ne segnò anche la fine, perché Wookdstock fu l'ultima grande manifestazione del movimento con quella carica di originalità e coesione che ancora oggi rappresenta l'emblema di una generazione che credeva nel cambiamento. Un po' come l'America di oggi che ha dato il proprio voto all'afroamericano Obama: non a caso il conservatore Wall Street Journal titolava "La Woodstock di Washington" l'acclamata elezione dell'attuale presidente USA.

Una fiumana di giovani, accampata sui seicento acri di terreno che l'allevatore di Bethel Max Yasgur affittò ai giovani promotori del festival, e trentadue fra i più noti artisti e gruppi in voga all'epoca ad alternarsi sul palco.
Era un venerdì di Ferragosto e il folk di Richie Havens, John Sebastian, Sweetwater, Ravi Shankar, solo per citarne alcuni, inaugurò nel pomeriggio quei tre - destinati a diventare quattro - giorni di pace e musica, ovvero dal 15 al 18 agosto 1969.
A mezzogiorno del sabato fu la volta di un quasi sconosciuto musicista di San Francisco, un certo Santana, e di una ragazzina eccentrica e con una voce da muovere le pareti, Janis Joplin, morta troppo presto per il vizietto dell'epoca, l'eroina.
All'una di notte sul palco si esibiva Sly Stone e la sua Family, poi gli Who e i Jefferson Airplane alle otto del mattino seguente.

Ad inaugurare la domenica fu Joe Cocker, seguito dagli Country Joe & The Fish, Ten Years After, The Band, Blood, Sweat & Tears, Crosby, Stills, Nash & Young e gli Sha-Na-Na.
Il pubblico sta già in buona parte tornando a casa quando Jimi Hendrix sale sul palco e inizia a improvvisare, trasformando Voodoo Child nell'inno nazionale americano e rapendo gli ormai stanchi spettatori rimasti alla Yasgur's Farm.

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