Magazine Giovedì 13 agosto 2009

Mombasiglio: cultura vivace sulle Langhe

Magazine - Mica lo sapevo che a Mombasiglio (CN) esiste uno dei centri culturali più vivaci d’Italia. Un colonnello in pensione lo anima e lo dirige insieme ad altre persone. Tutti volontari, a quanto pare. L’inaugurazione della festa annuale è stata sabato scorso, 8 agosto. C’erano Carlo Grande, Maria Tarditi ed altri. Il tema è stato La memoria e la Langa. Quella che ognuno di noi si porta dentro di sé, quella che ciascuno si è elaborato interiormente.

L’ambiente è notevole e l’atmosfera che si respira è quasi strana. Una vivacità culturale così contagiosa, in un paesino così piccolo, non è normale. Sembra che tutto il paese sia ispirato dal centro e dalla cultura che vi si sente. Sembra appiccicata ai coppi, alle persone, ai libri. Tanti scrittori sono venuti a Mombasiglio: da Carlo Grande, a Margherita Oggero, a Cristina Rava, ed a tanti altri.

Sembra che questo colonnello in pensione sia un personaggio che sta in bilico sul mare della cultura e su quello più difficile dell’umanità. Sembra che abbia un approccio facile con gli scrittori che sanno più di esperienza. Maria Tarditi, scrittrice e contastorie di sovrana potenza umana, ha incantato un po’ tutti. Usa parole semplici, ma la sua forza arriva da una vita scombussolata dalla disgrazia. Dal dolore arriva sempre una musica maledettamente felice: chissà che razza di passaggio chimico crea la sofferenza. Se il risultato è una voce come quella della Tarditi, che a ottant’anni scrive ancora da far sentire come può essere dura e magica la vita, forse ne vale la pena.

Il centro culturale di Mombasiglio sta sotto un castello, quasi accucciato. Sembra di immaginarlo anche d’inverno, come un fuoco sotto la neve. La cultura serve a qualcosa, in fondo, o se non altro rende le vite degli altri più ricche, più piene. Se tutti i centri d’Italia fossero come questo, non si direbbe più che le persone non leggono. Mi è sembrato che l’incontro (la gente non trovava posto) sia un po’ come una veglia piemontese antica: ci si va per sentire delle storie. Una memoria di storie contadine, umane, di masche, di collina che rendono più prossima la vita degli altri. La cultura come un momento preciso per stare insieme anche nella vita sociale, anzi proprio lì. Un’invenzione, quasi, anche se dovrebbe essere la regola. Che qui a Mombasiglio ci sia un metodo di vita per cui alla lettura ed alle storie di vita si lasci uno spazio quasi urbanistico, è un’araba fenice. Sono andato via stupito, meravigliato, ingolosito.

Però, il colonnello. A lui devono scrivere in molti, ho pensato. Al contrario di quello di Marquez.

di Alberto Pezzini

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