Magazine Martedì 11 agosto 2009

Gabbiani: un racconto di Alberto Pezzini

Magazine - È proprio vero che i tuoi genitori non li conosci mai fino in fondo. Li dai per scontati. Ci sono, ti servono, ti aiutano. Tutto come se fosse dovuto. In realtà non c’è niente di scontato o di inevitabile, come pensi possa essere a causa del loro amore sconfinato per te. L’amore dei genitori è una finestra senza vetri e senza persiane: tutta la luce del mondo ci passa attraverso e ha come unico destinatario il figlio. È un amore bello, da starci dentro quando fa freddo. Solo che non te ne accorgi. È banale, ma è così. Non dai importanza a quanto ti vogliono bene, e a quanti respiri ti vorrebbero dare per farti stare meglio, più comodo dentro una vita che a volte fa proprio male.

Guardate me, che sono un gabbiano di mare e di scogliera. Mica sapevo che il mio papà era del mare. Quando un gabbiano se ne va, per noi, se ne va oltre l'orizzonte. Mica muore. Per me il mio papà sta sempre là, dietro l’ultimo orizzonte, quello dove lo sguardo si fa più incerto e la linea diventa sottilissima. Come un filo.

Invece, ho saputo che anche noi gabbiani moriamo. L’ho saputo di mio, per il mio dolore. Grande come il mare. Dopo che mio papà è andato via, dietro l’orizzonte come credevo, ho saputo che il suo corpo era tornato in mare. Quindi i gabbiani non vanno in cielo, ma tornano in mare perché è dell'acqua il loro corpo terreno.

Ogni volta che volo sopra l’acqua sento mio padre sotto di me e mi sembra di sentire meno forte quel dolore che mi ha un poco imbustato le ali. La prima volta le ho sentite come un ferro da stiro, pesanti da tirarmi giù, verso l’acqua. Poi ho capito che volare sull’acqua significa stringere un poco il mio papà ogni volta.

Oggi volo più basso che posso. I cieli aperti mi interessano poco. L’acqua è diventata la mia attività principale. Per volare sul mare ci vuole un’abilità infinitamente maggiore. Ma per un gabbiano di scogliera volare sull’acqua diventa un bisogno impellente quando muore un genitore. Perché lì, in basso, nel profondo del mare, ogni volta vai a chiedergli come stia. Ed anche un sussurro diventa un raggio di sole capace di salire fino al cielo. I gabbiani tornano tutti in mare. È la vita.

di Federica Verdina

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