Magazine Venerdì 31 luglio 2009

Bruna Magi: «i misteri del pariettismo»

Mercoledì 5 agosto 2009, alle ore 21.15, presso la Biblioteca Renzo Deaglio di Alassio (piazza Airaldi e Durante 7), è in programma la presentazione del libro di Bruna Magi, Diamoci del tu e... parliamone ancora - Storie non solo d'amore, di sesso e di politica (Bietti Media Editore, 2009, 207 pp., 18 Eu). Introduce l'incontro Franco Gallea.

Giornalista e critica cinematografica, Bruna Magi ha scritto per Anna, Grazia, Gioia, Panorama, Il Secolo XIX e Il Giornale. Opinionista di Libero, è autrice di numerosi romanzi. Diamoci del tu e... parliamone ancora è una raccolta di articoli di costume e riflessioni varie.

Di seguito pubblichiamo il testo che apre il volume, dal titolo I misteri del "pariettismo".

Magazine - Non si capisce bene la funzione di Alba Parietti, che vediamo in veste di opinionista Tv con ricorrente frequenza. Partendo da un piccolo prologo, constatiamo che ognuno dei personaggi tv ha instaurato il suo stile, una filosofia di conduzione, una linea di comportamento dalla quale non deroga. Vedi il veterano Pippo che con il baudismo calca l’autoconsiderazione quasi regale, grande falcata da fenicottero imperatore. O il cucuzzismo da Vita in diretta, ancor così radicato che uno spettatore e una collaboratrice del programma si sono rivolti alla new entry Lamberto Sposini chiamandolo Cucuzza.

Il chiambrettismo è un po’ il concentrato dell’autostima dei piccoli grandi uomini: ha la sindrome da Napoleone dello sfottò. La Carrà ormai fa monoblocco col carrambismo, impossibile scinderli. Il Dalla Chiesa style evoca la prof che non perdona, ma sempre con indulgenza affettuosa.
Il bignardismo provoca un vago senso d’orticaria per la sottodomanda implicita in ogni quesito che la conduttrice ex barbarica e poi glaciale Daria rivolge agli ospiti: ma avete rilevato quanto sono colta? Il fazismo di Che tempo che fa ha implicita nel nome la caratteristica dominante: è fazioso.
Il senettismo è la ricerca compulsiva dell’essere sempre la prima della classe, auspicando pure applausi di incoraggiamento (anche nell’apparire, impiega cinquanta minuti per truccarsi prima di andare in diretta con L’Italia allo specchio), lo ha raccontato lei stessa in un’intervista a Vanity Fair.
Ma quello che proprio non si riesce a definire è il pariettismo.

Non si capisce per quale ragione l’Albona coscialunga debba essere investita del ruolo di opinionista, oltre a venir considerata, a livello di mass media, il modello fisicamente perfetto delle nuove cinquantenni. Ma non sono così sicura che le tette ristrutturate a giovanil pomo e labbra a canotto siamo considerate il massimo della vita dalla maggior parte delle sue coetanee. Infatti è icona gay. Ma quanto ad opinionista…
Si, ha una lunga attività televisiva alle spalle, qualche incursione nel cinema, ma quanti ce ne sono come lei? Gli altri non sono diventati opinionisti solo perché non rifatti? Di regola, i convocati in Tv sono esperti di un qualcosa. Che si sappia, in questo momento Alba non ha un’attività intellettuale precisa, eppure è investita dell’autorevolezza di poter dissertare su qualsiasi argomento, di poter giudicare tutti e tutti. Certi spettatori (uomini e donne) dicono di esserne un po’ impressionati, sono presi da inquietudine perché la signora evoca gli eleganti robot di A.I. intelligenza artificiale, riproposto anche in Tv. Film emblematico firmato da Steven Spielberg dove la morale dice che non si può tracciare un confine emotivo tra umani e macchine.

Gli uomini, tanto vituperati, in tv non si truccano, al massimo una passata di fard antiriflesso. In definitiva: anche gli uomini oggi si curano, ma di quelli totalrifatti alla Valentino Garavani ne abbiamo visti pochi, e per l’appunto nel giro gay altolocati. Lanciamo una provocazione: e se la parità vera arrivasse quando le donne avranno il coraggio di andare in video del tutto autentiche, capello grigio e niente filler, chili di acido jaluroinco, glicolico, collagene e lifting? Quali fra le tante e famose sostenitrici dei più alti valori femminili (ma quasi sono tutte supportate da costosi personal trainer e maghi del bisturi) avrebbero l’ardire di sfidare il pubblico mostrando solo quanto sono belle dentro?

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