Drive - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Mercoledì 2 maggio 2001

Drive

Magazine - di Paula Vogel
traduzione Anna Parnanzini
interpreti Gianpiero Bianchi, Michela Cescon
regia Valter Malosti
scene e immagini Giancarlo Savino
costumi Helga Williams
produzione Teatro di Dioniso

Finalmente un’americana. Dopo tanti fortunati autori e drammaturghi inglesi e irlandesi – giovanissimi, per lo più – ecco un talento USA, giovilmente maturo che si affaccia, carico di successi e premi, sulla scena Europea.

Paula Vogel, americana, poco più di quarant’anni, ha ricevuto numerosi premi per i suoi testi, tra i quali spiccano l’OBIE award (l’Oscar del teatro) per la miglior play americana con “Baltimore Waltz” nel 1992 ed il Premio Pulitzer con “How I Learned to drive” nel 1997. Con quest’ultimo testo ha vinto anche tutti i premi off-Broadway: Obie, Drama Desk, New York Critics Circle, ed il premio della Critica straniera.

In Italia lo spettacolo è andato in scena all’inizio della stagione 1999-2000, in un adattamento del regista Valter Malosti, che ha ridotto i personaggi del testo originale lasciando in scena due soli interpreti.
La storia è quella di Perlina, una giovane donna che ripercorre la sua esistenza dagli undici ai trentacinque anni. Perlina interroga se stessa e la sua memoria alla ricerca del perdono per lo zio Verga, maestro di guida e di tabù sessuali e anche per lei e per la sua passata complicità.

In patria i commenti più autorevoli non si sono trattenuti:
"è un dramma ma è comicamente superbo... indimenticabile... un’adorabile, straziante guida allo zoppicare della memoria di una donna." - scrive il NEW YORK TIMES

"...una ventata, una storia che colpisce al cuore, una storia di disperazione e di sopravvivenza. La Vogel ricattura il confuso vortice dell’adolescenza e ci mostra come una donna può imparare a convivere con le ferite del tempo, piuttosto che rimanerne sconfitta..." – ribatte il BOSTON GLOBE

La versione italiana ha ben sostenuto la difficile prova dell’adattamento, raccogliendo altrettanti consensi:
“...Delicato e intelligente l’adattamento a due soli personaggi di Drive – Come ho imparato a guidare dell’ americana Paula Vogel, diretto da Valter Malosti: serie di vignette in cui una ragazza, la duttile, energica Michela Cescon, rievoca la propria infanzia e adolescenza alla luce delle attenzioni ricevute da uno zio pedofilo.” - sostiene Masolino d’Amico, in LA STAMPA, 12.09.1999

“...Drive – Come ho imparato a guidare, …di Paula Vogel, premio Pulitzer 1997, diario di una iniziazione alla vita di una ragazzetta presa di mira dalle molestie di uno zio ossessionato per lei fino all’autodistruzione. Gianpiero Bianchi è sinuoso e impeccabile nel dare ambiguità ai pudori del morbido personaggio...” - scrive Franco Quadri, in LA REPUBBLICA, 13.09.1999

“...nel doppio ruolo di zio e zia Gianpiero Bianchi dà una prova di maturità e originalità di attore rara...” - scrive Rita Cirio, sull’ESPRESSO, 18.11.1999

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