Concerti Magazine Sabato 25 luglio 2009

Ricordando Luigi Tenco

Magazine - Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero...
C
osì prega per Tenco il più grande poeta cantore del 900, il Fabrizio de André della compassione universale.

E davvero, il suo amico Luigi ha pace in un mondo di fiori e di ventilate colline, sepolto in quell'angolo di Monferrato dove nessuno lo dimentica. Come tributo al cantautore di Cassine (o meglio, al compositore, come amava definirsi lui) dalla vita breve e tormentata, ma illuminata da brani che ancora oggi sono pietre miliari della musica italiana (Mi sono innamorato di te, Vedrai, Lontano lontano, Ciao amore ciao), il Comune di Ricaldone offre anche quest'anno due prestigiose serate di concerti proprio durante questo week end: ad aprire entrambi gli eventi, con inizio alle ore 21 presso il Piazzale della Cantina Tre Secoli, due band locali: 17Perso e Jeremy. Sabato 25 luglio, è la volta di Tre allegri ragazzi morti e Frankie HI NRG MC.

Venerdi 24, c'è stato invece un bellissimo doppio concerto, animato da Flavio Giurato e Sergio Caputo, cantautori in ‘senso stretto'. È sempre bello veder fare musica ‘dal vero' o - come dicono gli addetti ai lavori ‘a mano' - ed ancora meglio è poter osservare da vicino due professionisti della canzone.

Scopri così quanto sono diversi i vari temperamenti e il modo stesso di approcciare musica e pubblico, ma anche quanto la dimestichezza nel calcare il palco davanti ad un pubblico numeroso regali la scioltezza per ironizzare su un eventuale piccolo errore o un proprio difettuccio.

Flavio Giurato apre la serata con un mitico Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare, e riesce a battere sul tempo la platea: inverte due strofe di una sua canzone, e prima che qualcuno abbia anche solo il guizzo di accorgersene, allarga le braccia ridendo e dichiara in modo disarmante "Scusate, l'ho cannata proprio". A questo punto, la seconda birra, che beve in diretta sul palco, gliela offriresti volentieri tu.
Ha l'aria del poeta maledetto, Giurato, coi capelli spettinati, l'abbigliamento casual e l'atteggiamento un po' irrequieto, ed alterna canzoni acustiche ad altre più melodiche. Si presenta con un semplice "Salve a tutti mi chiamo Flavio Giurato e canto dal 1978"; canto è sicuramente un po' riduttivo, considerato che già in quell'anno ha pubblicato con la Ricordi, un album piuttosto impegnato sulla seconda guerra mondiale, Per futili motivi e che il suo secondo album, Il Tuffatore, di cui ci propone un brano, diventa un successo grazie alla trasmissione Mister Fantasy.

L'atmosfera ‘in famiglia' che si crea al concerto (siamo tutti in qualche modo amici di Tenco) lascia spazio a tutti, ed è così che l'artista ci regala una bellissima "vedrai, vedrai" cantata in assolo dalla bellissima voce del suo chitarrista, Paolo Ghigo: solo chi non teme l'ombra condivide il suo spazio.

Molto più solare, come sapevamo già forse tutti, Sergio Caputo, sorridente e dalla battuta facile, che ha portato con sé gli occhiali perché leggere la scaletta col vento gli fa lacrimare gli occhi, mentre gli spettina i capelli che non ha più: ironizzare sull'età che avanza fa restare sempreverdi molto più di un lifting.

Di bella voce e chitarra sciolta (la suona dall'età di tredici anni), Caputo fa una musica che ha echi di mambo, swing e jazz, ricordo anche della sua permanenza negli States, dove infilava in una serata sola quattro concerti.

Inutile che stiamo qui a ricordare tutti i suoi album, perché e' storia nota: molto più bello è immergersi in quella vera e propria cascata di note, culminata nei due grandissimi successi di Italiani mambo e Sabato italiano.

È una marea che ha travolto il pubblico, scaldandolo nonostante il vento freddo che soffiava sulla piazza. Una bellissima sferzata di onde sonore, cui ha contribuito anche il chitarrista Tony , con una bellissima, ironica, graffiante sua canzone di denuncia, che ci dipinge la vita e il mondo visti con gli occhi di un mafioso.
Gli applausi non sono davvero mancati, perché c'è anche spazio per la denuncia, in una serata così, in memoria di Luigi Tengo, poeta e compositore impegnato, "tra i morti per oltraggio, che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio"

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