Magazine Domenica 29 aprile 2001

Il castello di Eymerich

Fresco di stampa ha fatto la sua comparsa nelle librerie un altro episodio della saga dell’inquisitore Nicolas Eymerich.
Con Il Castello di Eymerich il personaggio portato alla ribalta da Valerio Evangelisti giunge così alla sua settima avventura ambientata ancora una volta nell’Europa medioevale.
Nicolas Eymerich è un inquisitore domenicano realmente esistito, nato nel 1320 a Gerona, in Catalogna, e morto nel 1399. Crudele, inflessibile, altero, tormentato, agisce con totale spietatezza assolvendo alla sua missione di ricerca di ciò che ritiene il bene e la giustizia. E' tuttavia dotato di straordinaria intelligenza ed arguzia investigativa, tanto che il lettore è portato a identificarsi con lui, con i suoi tormenti e le sue contraddizioni di uomo totalmente votato al tempo stesso alla razionalità ed alla fede.

Siamo nel 1369, nella fortezza di Montiel, in Castiglia. Il re Pietro il Crudele subisce l'assedio del fratellastro Enrico di Trastamara, pretendente al trono. Nell'edificio e nei suoi smisurati sotterranei si verificano fenomeni spaventosi: apparizioni di mostri giganteschi, facce che si disegnano sulla pietra, laghi di sangue che gorgogliano in cavità abissali. Il castello sembra animato e governato da entità mostruose e demoniache che lo scuotono fin dalle sue fondamenta. Pietro il Crudele chiama in suo soccorso l'inquisitore aragonese Nicolas Eymerich. Questi capisce che nel castello si stanno confrontando non solo due sovrani, ma due forme di magia: la Cabala ebraica e la negromanzia di matrice cristiana.
Per risolvere l'enigma, l'inquisitore dovrà ricorrere a tutte le risorse della sua arguzia e della sua feroce determinazione, ma anche destreggiarsi tra i due re in lotta, resistere all'ostilità di un altro inquisitore e, soprattutto, affrontare un'insidia per lui sconosciuta: l'amore di una donna, forse angelo o forse demonio.

Ancora una volta la sapiente narrazione di Evangelisti sfugge alla semplice classificazione di romanzo "fantasy" o di "fantascienza". Sul modello del romanzo storico che ricorda "Il Nome della Rosa" di Eco, il racconto delle gesta dei Eymerich si sviluppa su diversi piani temporali paralleli: fra medioevo ed epoca nazista, fra passato remoto e futuro prossimo. Il filo conduttore è l’orrore e il fascino dell’intolleranza, questa volta nei confronti del popolo ebraico.

Il castello di eymerich, V. Evangelisti
Mondadori, Euro 8,40 Prezzo di copertina



di Matteo Jade

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