Magazine Venerdì 10 luglio 2009

«Sono troppo grassa: voglio morire»

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Magazine - Salve dottore, le scrivo perché... beh, perché non ho altri a cui rivolgermi: ultimamente mi scoppia tutto, non va nulla come deve andare. Da quasi tre anni ho perso mio padre, da lì le cose sono precipitate: depressione e aumento di peso in particolare. Sono grassa, mia madre dice che devo vergognarmi e che non troverò mai nessun ragazzo perché sono grassa come una mucca e faccio shifo (sono 1.58 per 63 kg) e mi costringe a fare delle diete assurde con alimenti strani, tipo il latte di soia, e mi dice che sono nervosa e che mi preferirebbe magra e stupida piuttosto che così.
A scuola, ormai finita, non ho brillato come so fare, e sembra che il mio potenziale non esca fuori, o non vogliono vederlo: i miei parenti mi dicono che sto bene e dietro dicono a mia madre che faccio schifo, per questo spesso penso che tagliarmi le vene sia la soluzione migliore. In più mi sono legata a un ragazzo che non so cos'abbia di bello, perché siamo stati fidanzati per due anni e sono stati due anni da zerbino: lui se ne fregava di me e io invece gli avrei dato pure gli occhi. Ora, non so perché, stiamo provando una sorta di tresca segreta: l'idea è stata presa in simultanea, ma lui a parte un po' quando stiamo insieme non è cambiato affatto. Non sa nessuno che ci vediamo ancora, però lui mi lascia spesso da sola e se ne frega di me, nel senso che non si fa mai sentire.
Inoltre i miei amici mi prendono in giro perché sono maggiorata e perché sono bassa, e io tendo a coprirmi con il fatto che non sono stupida, ed è meglio essere così che oca e stupida ma magra... Solo che, come ripeto, tutto questo mi dà confusione, piango per tutto e spesso mi convinco che è meglio non uscire perché sono brutta, oppure devo stare tipo due ore all'angolo per decidere di andare al mare in costume, e poi piangere in spiaggia di nascosto. Spesso vorrei mi succedesse qualcosa di brutto, così finalmente si sentirebbero tutti in colpa per avermi trattato così, specialmente mia madre. Non vedo l'ora di andarmene da tutto questo.


Perdere il padre lascia sempre un vuoto che non è facile riempire, e già questo potrebbe spiegare molte cose: la sua confusione e anche il suo aumento di peso. Così come spiegherebbe la sua necessità di qualcuno che la guidi ancora, ma che soprattutto la ami mentre la guida. Che è quello che dovrebbero fare i padri, anche se spesso non riescono a farlo bene neanche loro. Figuriamoci gli altri.
Ma allo stesso tempo la perdita di un padre significa anche la perdita di un marito, di un fratello, di un figlio. E con questo voglio dire che anche le figure intorno a lei, se pure più grandi, sono anch'esse confuse, spaventate e vuote, e cercano di riempire le loro mancanze come possono. E spesso le riempiono con inutili e stupide parole.
Ora che abbiamo detto questo, non cercherò anche io di sminuire la sua situazione. No. È dura! È proprio dura. E allo stesso tempo si può fare. Siamo una razza forte. Siamo persone forti e anche lei lo è. Ora magari si sente persa, ma è solo un passaggio: e mentre le cose per lei cambieranno, la invito a ricordarsi che le cose "brutte" non si sconfiggono con cose "ancora più brutte". E le cose cattive non diventano buone solo perché facciamo altre cose più cattive. E questo non dovrei dirlo solo a lei, ma anche a chi le sta intorno. E in senso generale dovremmo ricordarcelo tutti.
E non sono parole mie.

* psicoterapeuta

di Marco Ventura *

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