Concerti Magazine Martedì 7 luglio 2009

Il fantasma di Michael Jackson a Neverland

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Magazine - Fino a qualche anno fa, una prova di coraggio particolarmente stimata tra gli adolescenti era la visione di un segmento apparentemente innocuo di Tre scapoli e un bebé. Si tratta di una scena di dialogo tra Ted Danson e Celeste Holm: i due attraversano il soggiorno di casa, recuperano il bambino da una cesta e tornano sui propri passi (guarda il video). Facendo attenzione si notano però, dietro una tenda sullo sfondo della scenografia, due particolari: all'andata la sagoma verticale di un fucile in piedi sulla canna, al ritorno quella di un bambino.

La leggenda, emersa tre anni dopo l'uscita del film (quando il sequel entrò in lavorazione...), voleva che la sagoma appartenesse a un ragazzino di nove anni, vissuto nella casa in cui il film era stato girato. Un bambino morto accidentalmente mentre giocava con il fucile del padre.
Non vi toglieremo né il piacere dell'indagine, né quello di farvi corteggiare dal soprannaturale, ma in rete, con un po' di buona volontà, si trova la versione ufficiale (e molto prosaica) dei fatti. Di certo, all'epoca, la notizia fu cavalcata dalla produzione del film con entusiasmo: girava persino voce che la madre del bambino accumulasse visite nei salotti televisivi professando la sua disperazione e minacciando azioni legali.

Nell'epoca di You Tube cercare video-tracce ectoplasmiche è diventato persino troppo facile: inserite fantasmi nel campo di ricerca e sbizzarritevi.
Tra i risultati, anche un vecchio servizio di Verissimo girato a Genova: protagonista, il fantasma di una anziana signora, impegnato a comparire e scomparire nei caruggi (guarda il video).
Navigare attorno al soprannaturale è sempre rischioso: da che mondo è mondo la paura della morte e il dolore della perdita si portano appresso la disperata necessità di un Altrove in cui credere. E dove non arrivano le religioni, arrivano ciarlatani, piazzisti, medium e guaritori: talvolta accolti da sghignazzi e denunce mediatiche, tal'altra riciclati con reverenza a fini d'audience.
Alimentare queste sottoculture può essere rischioso. Ma analizzarle nella loro dimensione di mitologie popolari è interessante.

E arriviamo all'attualità. La passione collettiva per ombre, cigolii e correnti d'aria gelida è infatti da qualche ora deflagrata intorno a quello che resterà come uno degli eventi mediatici del decennio: dopo la morte improvvisa, giusto alla vigilia di un nuovo mega-tour; dopo la trascrizione dell'ultima telefonata al pronto intervento; dopo le indiscrezioni sul referto dell'autopsia, in cui il corpo del cantante viene descritto come un agghiacciante residuo biologico; dopo i presunti suicidi dei fan; dopo la caccia ai filmati inediti, che dal web si spargono e diramano a intervalli regolari su tutti i network; e dopo il bagarinaggio stellare per l'accesso al concerto ad memoriam; dopo tutto questo abbiamo ora anche il filmato del fantasma di Michael Jackson, che attraversa lento uno dei saloni di Neverland.

Benché il video non sia marcato con il logo di una discutibile emittente locale, bensì con quello della CNN (niente meno), e ben consci che l'imitazione digitale di un'ombra è cosa oggi alla portata di un bambino dotato di laptop, non possiamo che registrare l'immensa eco mediatica che anche questa testimonianza sta riscuotendo. Un altro coriandolo di celebrità, un altro rigo di cronaca, un altra macchia di colore sull'immenso quadro biografico. A testimoniare che, da vivo e da morto, Micheal Jackson resta il più straordinario motore di suggestioni popolari che la nostra epoca abbia avuto.

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