Magazine Martedì 30 giugno 2009

«Lui vive in un altro Paese. Che faccio?»

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Cara Antonella,
sono Maria e se ti scrivo è perché ho un problema molto serio. Sono stata lasciata da un ragazzo dopo cinque anni di fidanzamento, e non riesco a farmene una ragione. Ti spiego meglio: lui per ragioni di lavoro dovrà stare in futuro all'estero, dove si vive come da noi vent'anni fa. Prima di Natale, affrontando questo discorso, eravamo arrivati ad un compromesso, ossia che avremmo fatto dei sacrifici, però un domani, da sposati (perché l'intenzione era questa), ci saremmo impegnati... io rimanendo qua e lui stando lì.
Adesso però ha iniziato a dire che non ce la potremmo mai fare, che lui i suoi figli li vuole veder crescere, che non vuole star lontano dalla famiglia. Io gli ho detto che sarei disposta ad andare con lui, ma mi ha risposto che io là non starei bene, e che dopo un po' rischieremmo di fare ulteriori casini, magari con i figli di mezzo, perché io avrei bisogno dei miei cari e non riuscirei a stare lontana da qui.
Dopo qualche giorno se n'è uscito con la storia che vuole stare da solo, che non si immagina una vita di coppia futura, né con me né con altre, e che non mi ama più. Ma ci devo credere? Se fosse cosi, non si sarebbe comportato come ha fatto fino a tre giorni prima di questa decisione, me ne sarei accorta... veramente... Ora sono qui a chiederti se magari lo sta dicendo per farmi cambiare idea, visto che secondo lui è questa la scelta migliore, o se magari è vero. Non sta passando un periodo roseo nemmeno sul lavoro, anche se non lo ammette; io potrei essergli vicina, ma non me lo permette. Quello che ti chiedo è: come mi devo comportare adesso, visto che tra qualche giorno ritorna? Dovrei parlargli, ma se lui non mi cerca devo essere io a farlo?
Ah, stavamo anche mettendo su casa.
Un bacio e grazie mille della tua attenzione.
Maria

Magazine - Cara Maria,
la mia attenzione purtroppo arriva in ritardo, scusa. E tuttavia rispondo sperando che siate ancora in una fase transitoria. Come quasi tutti quelli che mi scrivono, focalizzi il discorso sul problema urgente e non mi dai le informazioni che mi servirebbero per valutare bene la situazione. Per esempio le vostre età, il vostro lavoro, i rispettivi interessi, eccetera. Pazienza. A volte il volo cieco funziona persino meglio delle informazioni accurate ma viste da una parte sola.
Tieni conto però, Maria, che mi toccherà fare un discorso generale. Sulla distanza innanzitutto, che a volte unisce, ma a volte separa. Perché le esperienze nuove cambiano le persone ed è difficile seguire i cambiamenti da lontano. Questo nella migliore delle ipotesi: rivedendovi potreste correggere il tiro, fare programmi comunque, potresti spingerlo a confidenze più precise.
Nella peggiore delle ipotesi il tuo ragazzo ha trovato un'altra persona. Se è così te ne sarai accorta quando vi siete rivisti e sarà già successo qualcosa. Siete ancora insieme, ma ti senti minacciata? Fatti coraggio, fai la valigia e parti. Sempre che tu possa permettetelo con il lavoro. Potresti trovarne uno nel paese depresso dove vive il tuo ragazzo. Combatti la tua battaglia e rischia. Niente gratifica di più le persone.
Se infine - ipotesi di mezzo - lui fosse caduto nella classica crisi generica, spiegabile grosso modo con la paura delle responsabilità, il sentirsi troppo giovane per impegnarsi davvero eccetera eccetera, allora fai il contrario. Allenta le redini, lasciagli la libertà che gli serve in questo momento e aspetta. Molto probabile che torni. Quest'ultima è la scelta più coraggiosa e difficile da fare, ma dà quasi sempre ottimi frutti.
Spero di esserti stata utile e ti faccio tutti i miei auguri,
Antonella

Ciao, mi chiamo Noemi. Ti scrivo perché veramente non so più che fare: il giorno lo passo pensando a lui e la notte piangendo. Lui è lontano da me, vive in un altro paese: quest'estate vado a trovarlo. In pratica stavamo insieme qualche anno fa, poi io ho deciso di lasciarlo perché avevo sentito, e poi capito dai suoi comportamenti, che non teneva a me. Ora sono passati circa quattro anni e siamo diventati "amici", ma lui mi rivolge tante attenzioni, fa il geloso, e quando lo vedo il cuore mi sale in gola. Penso solo a lui, ma ho paura. Paura di investire nei sentimenti. Aiuto!
Noemi

Perché piangi? Vai a trovarlo. Ti ha cercata dopo quattro anni, hai la prospettiva - male che vada - di visitare un paese straniero, dov'è il problema?
Se non si investe non si guadagna, vale anche per i sentimenti. Investi e cresci. Per diventare grandi la sofferenza, specie in amore, è indispensabile. Un po' ti corazza e un po' ti intenerisce. Cioè ti insegna a difenderti e, nello stesso tempo, ti aiuta a capire e conoscere meglio gli altri, a essere più disponibile.
Coraggio, parti e divertiti investendo come un risparmiatore oculato, cioè senza esagerare.
Auguri.
Antonella

di Antonella Viale

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