Concerti Magazine Sabato 20 giugno 2009

Quartet Live: Gary Burton e Pat Matheny a tutto jazz

Magazine - Se l'anno scorso, la sera del 23 luglio, eravate al Porto Antico a Genova a sentire il concerto del festival Gezmataz, questo cd proprio non dovreste perderlo. Quartet live, registrato allo Yoshi's club di Oakland in California nell'estate 2007, è un resoconto fedele di quello che si è potuto ascoltare quella sera di estate di un anno fa a Genova. Il souvenir ideale per gli appassionati, quindi. Ma anche oltre un'ora di ottima musica per chiunque voglia abbandonarsi a quella magica alchimia di vibrafono, chitarra, basso e batteria, che solo volendo molto semplificare si potrebbe chiamare jazz.

La riunione del gruppo storico di Gary Burton, con Pat Metheny, Steve Swallow e l'innesto del giovane batterista Antonio Sanchez, ha permesso a critici e commentatori di dare fondo a tutta la riserva di aggettivi elogiativi che si trova nel vocabolario italiano. A me è piaciuta la definizione di «macchina musicale perfetta», tanto è forte l'impressione di trovarsi di fronte, dal vivo come su disco, a un'opera unitaria, concepita e realizzata come se il musicista fosse uno e non quattro, un amalgama ideale di razionalità ed emozione, scrittura e improvvisazione, cuore e cervello.

In campo c'è una piccola all star del jazz contemporaneo, con i quattro primattori riuniti dopo 25 anni con lo stesso entusiasmo di allora, quando il giovane Pat muoveva i suoi primi passi fra i grandi prima della notorietà da stadio, e suonare con Gary Burton e Steve Swallow, come ricorda nelle autografe note di copertina «era un po’ come essere entrato nei Beatles». Ma anche le guest star, nel ruolo di fornitori di alcune delle composizioni in scaletta, non sono da meno: Sea journey di Chick Corea inaugura, come avvenne a Genova, il programma che prosegue, alternando composizioni dei musicisti del Quartet, con Olhos de gato e Syndrome di Carla Bley, Coral di Keith Jarret e Fleurette africane di Duke Ellington.

Il concerto dà spazio e ribalta a tutti, e va ricordato in particolare il lavoro egregio del giovane batterista messicano, che riesce a stare alla pari con maestri di questo calibro senza alcun segno di cedimento. Ma, occorre ripetere, è il risultato di insieme che affascina e apre la strada delle emozioni a chi ascolta, oggi come tanti anni fa, questo piccolo miracolo di musica.

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