Magazine Martedì 16 giugno 2009

La Posta del cuore: lavorare insieme fa bene alla coppia?

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Care e cari,
rieccomi dopo un 'mesetto sabbatico' abbondante di cui avevo parecchio bisogno. In mezzo ci sono stati: le elezioni, la fine delle elementari per il mio piccolo, l'arrivo di un cucciolo tutto nero e zannuto, molte letture finalmente e un pochino - poco - di riposo.
Chiudo subito la parentesi autobiografica, mi scuso per avervi trascurati e passo alla mail, un po' malinconica, ma con qualche speranza di lieto fine.

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Magazine - Ventinove io, ventisette lei. Tutti e due giornalisti, da due anni lavoriamo nella stessa redazione. E da uno e mezzo stiamo insieme. Una storia bellissima, due vite piuttosto diverse: io venivo dagli anni dell'Università, da un Erasmus, un bel po' di amori e un periodo passato in giro per l'Europa. Lei con un passato più doloroso, legato a perdite in famiglia, ma forte e dolcissima.
Un anno e mezzo bellissimi, la giornata insieme in redazione e la sera (a volte la notte, visti gli orari tremendi) da lei. Una vita un po' incasinata - purtroppo facciamo un mestiere che ti cambia i bioritmi e le relazioni sociali - ma stupenda, perché c'era lei. Poi un giorno mi fa
notare che le cose stanno cambiando
, che mi sente "lontano" e che le sembra di darmi molto più di quello che le sto dando io. E forse è vero: io non so bene perché, ma forse l'abitudine, forse la certezza del suo amore, mi avevano un po' "raffreddato". Nel senso che fisicamente ero presente, ma mentalmente più disinteressato.
E forse di mezzo c'era anche un po' di paura: paura di impegnarmi "definitivamente", lasciandomi alle spalle la spensieratezza, l'Università, l'Erasmus e tutto il resto. E ho iniziato a pensare.
Il problema è che ci ho messo troppo, a pensare, nel senso che quando ho realizzato che la stavo davvero perdendo per delle cazzate forse era già tardi. Dico forse perché adesso, a più di due mesi dal suo "stanno cambiando le cose", sto tendando di salvare il rapporto ma sembra sia lei ad aver perso l'interesse per me, probabilmente perchè nel frattempo l'ho fatta soffrire molto.
Ora quando ci vediamo è sempre svogliata, sembra lo faccia per non farmi un dispiacere. Mi dice che dobbiamo risolvere la situazione, che così non può andare avanti, ma poi dice che non sa se mi vuole ancora oppure no. E io le dico che ci dobbiamo provare, che mi sono distaccato per un momento - non c'è stata nessun'altra in quel periodo - ma sono sicuro di quello che provo, e che i brutti momenti possono anche capitare in una coppia. Non so se ho ancora qualche chance, ma ho la sensazione di essemi lasciato scivolare via (lentamente) la storia più importante della mia vita.
Luca

Caro Luca,
con un mestiere che dovrebbe essere fatto di ascolto e scrittura, si finisce spesso per diventare chiacchieroni. Compensazione. Lei dice, tu replichi, tu dici, lei risponde, entrambi affermate... Passare all'azione, no? Meno discorsi, meno descrizioni di sentimenti, emozioni ecc. e il tentativo di ritrovare la voglia di stare insieme?
Lavorare fianco a fianco non aiuta per certi versi, per altri offre molti argomenti di conversazione, la possibilità di elaborare strategie insieme, di inventare progetti comuni. A partire da quelli e da qualche fine settimana insieme a fare cose invece che parlare, provate a ricostruire.
In un rapporto tanto intenso una crisi è inevitabile, la tentazione di deresponsabilizzarsi da parte tua e, forse, ora sua, era prevedebile. Adesso è il momento di dare prova della vostra maturità, di non farvi abbattere e separare dalle ferite narcisistiche, dalle ripicche, dalla paura. Se saprete affrontare crisi e paure insieme e non ciascuno per sé, avrete già vinto la battaglia.
Vi auguro che sia così,
Antonella

di Antonella Viale

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