Magazine Giovedì 21 maggio 2009

Rourke

eroe maledetto

Magazine - Da lettore appassionato e fumettaro praticante non posso che restare colpito dalla strada intrapresa dal fumetto nostrano. Segno inequivocabile che i tempi stanno cambiando, e che il fumetto sia sempre più considerato una forma diversa - ma non meno nobile - della letteratura è nel sempre crescente numero di idee, di progetti che prendono forma nonostante un periodo non semplice.

Mi piace il sempre maggiore ricorso che le case editrici fanno alla miniserie; se da un lato infatti la serie classica consente di declinare il personaggio - Tex, Dylan Dog, Zagor per riferirsi ai mostri sacri - in svariati modi, dall'altro si corre anche il rischio di snaturarlo o di renderlo troppo statico. Una serie che nasce pensata come un libro invece, consente all'autore - che di solito resta uno - di avere sempre presente il punto di partenza ma soprattutto quello di arrivo della sua creatura, valorizzando al meglio il percorso.

Pensando alle miniserie è facile fare un confronto con la televisione; nei telefilm del nuovo millennio infatti si sta sempre più sviluppando l'idea della lunga trama in luogo della classica serie di puntate (inevitabile rivolgere il pensiero a 24, Heroes, Lost ma non solo) a chiusura di un percorso cominciato, quasi per caso, negli anni '90 con X-Files, nato come serie di puntate e trasformato in corso d'opera in un'embrionale - e pasticciata - saga.

Nel fumetto, questo nuovo corso dà alla scuola italiana la possibilità di crescere, di fare in modo che gli autori sperimentino nuovi percorsi, nuove idee, nuovi personaggi capaci di fare un pezzo di strada al fianco dei mostri sacri senza dover per forza vivere alla loro ombra fino ad esserne fagocitati.
Tra le nuove idee - fresche di stampa - sembra promettente il nuovo progetto della Star Comics.
Il cielo di Irlanda è lo sfondo infatti della nuova mini-serie ideata da Federico Memola (le copertine curate da Sergio Gerasi e Marco Hasman) già creatore e sceneggiatore di Jonathan Steele e autore di Dylan Dog, Nathan Never e della Zona X di Martin Mistère.

Rourke (è il cognome del protagonista, il nome resta un mistero), è una serie bimestrale in otto numeri. La prima storia, Le predilette della Luna è in edicola da un mese, e mostra alcuni rimandi ma anche chiari elementi di originalità: potenziale interessante.
Il protagonista della serie è un cacciatore di maledizioni, in grado di prendere su di sé l'anatema lanciato su un altro per poi sconfiggerlo, ma è anche qualcosa di più. È un ragazzo - quarantenne - padre di una teenager ed è soprattutto una persona con la sua personale maledizione, tutt'altro che magica e misteriosa: l'alcool.

Questi elementi e il fatto di avere come co-protagostiste due donne, sua figlia Kylie e la misteriosa Deirdre, lo avvicinano al pubblico conosciuto - giovane - di Jonathan Steele ma non solo, perché lo collocano in una posizione tale da coinvolgere anche un lettore più maturo, che si entusiasma per il classico scontro tra forze del bene e maligno, ma che vede anche raccontati i rapporti tra generazioni, i più difficili e spaventosi da gestire.

Nel primo degli otto numeri previsti - ben disegnato da Cosimo Ferri (mi è piaciuta soprattutto la sua interpretazione di The Ring nelle prime tavole) - l'autore riesce nel non sempre facile compito di presentare la saga e i protagonisti mostando la direzione che il fumetto prenderà mettendo i puntini di sospensione nel posto giusto, tanto che alla fine si rimane soddisfatti per come la trama si sviluppa ma anche curiosi per quello che verrà.
Rourke è un eroe per caso - ad alcuni piace la definizione di antieroe, ad altri di iconoclasta - uno che viene considerato più facilmente un cialtrone che uno a cui chiedere aiuto - come il suo famoso collega Londinese del resto - ma che, a differenza dell'Indagatore dell'incubo per antonomasia non sembra avere lo stesso buonismo ad ogni costo, anzi; è rissoso, introverso, scostante e apparentemente egoista. Soprattutto sembra uno fuori posto.

Padre perché la madre di sua figlia è stata più lesta a scappare, eroe prezzolato, che sente tutto il peso della condanna di confrontarsi con le forze oscure ma che mal sopporta anche lo scetticismo di chi - vittima di una maledizione - si difende dagli incubi con l'incredulità.
Un musone a cui non piace neppure stare solo con se stesso perché non è che si piaccia molto. L'impressione che si ha è che l'autore abbia molto ben chiaro da dove arriva Rourke e dove andrà, a noi lettori toccherà giudicarne il percorso.
Buona Lettura!

di Francesco Cascione

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