Concerti Magazine Mercoledì 25 aprile 2001

Rocky Horror da vedere

Il Rocky Horror Show, la versione originale londinese del musical di Richard O'Brien, è sbarcato la sera del 24 aprile a Genova, dopo anni d'assenza. Un Politeama Genovese stracolmo - un pubblico composto in gran parte di giovani - ha accolto la compagnia del London Musical Theatre per la prima dello spettacolo in città fino a sabato 28.

I due fidanzatini Brad e Janet, l'auto in panne durante un temporale, bussano al castello del dottor Frank'n'Furter, ma cascano male: proprio quella sera lo strano scienziato dà alla luce la sua creatura, Rocky, un ragazzotto muscoloso costruito ad uso esclusivo dello stesso Frank. Coinvolti in situazioni compromettenti, Brad e Janet si ritrovano circondati da persone trasgressive e ambigue, primo fra tutti Frank, che non perderà tempo a 'istruire' sessualmente sia lui che lei. Ma il tradimento è in agguato, e lo stesso Frank ne farà le spese.

L'allestimento del London Theatre è ottimo sotto quasi tutti i profili. La regia di Christopher Malcolm, frizzante e spigliata, lascia al cast il margine di libertà necessario a questo show. Le coreografie di Stacey Haynes sfruttano a meraviglia il palco e si adattano alle qualità degli attori. Funziona anche la scenografia di Robin Don: non passa inosservato l'enorme macchinario fallico che entra ed esce dal fondo (...) e nel quale a loro volta entrano ed escono gli attori. Buoni costumi (Sue Blane) e trucco (Rolf Stehr), un voto in più le luci di Michael Odam, creative e coinvolgenti, specie durante la canzone There's a Light: fantastiche!

Il cast ha nell'americano la sua stella: fisique du rôle perfetto, voce di grande estensione, è un Frank divertente, agile, mai ridicolo. "Entertainment Weekly" scrive che è il miglior Frank degli ultimi 25 anni: non stentiamo a crederlo. La voce di Jenny Gayner (Janet) può piacere o non piacere (a noi non è piaciuta), lei però è senza dubbio brava e disinvolta. Paul Fiteni è un Brad troppo invadente e brillante, specie all'inizio: scordatevi il Brad del film. Alicia Rodriguez dà di Columbia la versione 'infantile'; ottimi senza discussione Lydia Taylor (Magenta) e Hans Goetzfried (Narratore). Bene Drue Pennella (più per il dott. Scott che per Eddie). Delude invece Leroy Charlery, Rocky ipertrofico e ipercinetico, ma poco presente e attrattivo. Delude anche Olaf Meyer, un Riff Raff troppo sorridente e bello. Bravi i transilvani.

La sera della prima è partita bene, con il RHPS Fan Club che ha ravvivato la platea. Verso la metà la partecipazione è calata, per risollevarsi nel finale, fino alla standing ovation per Frank dopo l'ultimo Time Warp. Apprezzati gli arrangiamenti delle canzoni (due in più rispetto al film): il migliore resta proprio il Time Warp. Gli attori hanno saputo giocare col pubblico, forse il pubblico, dopo una prima eccitazione, ha preferito godersi lo show.

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Divorzio all'italiana Di Pietro Germi Commedia Italia, 1962 Guarda la scheda del film