Magazine Sabato 9 maggio 2009

Memoria d'autunno di Hervè Gaymard

Magazine - Questo libro smilzo, Memoria d’autunno - Al Piccolo San Bernardo con Mario Rigoni Stern (Hervè Gaymard, Liaison 2008, 33 pp., 12 Eu), è stato premiato a Trento. Poche pagine incise dentro ciò che l’anima ha sentito. Al mattino, all’alba, quando le voci del campo di concentramento cominciavano a svegliarsi.
Mario Rigoni Stern visto ad Asiago, al mattino presto, quando i suoi incubi si dissolvevano come nebbie ed il caffè voleva dire essere tornati ad un respiro domestico un tempo sognato solo di notte. La scrittura è sofferenza, e la scrittura del dolore ha salvato – per noi – Mario Rigoni Stern da un suicidio come quello di Primo Levi. Amaro, smorfiante a distanza di tanti anni. Mentre il vecchio dell’altopiano è riuscito a ricucire quella beffa interiore che lo aveva lacerato, Primo Levi ne è rimasto vittima. Silenziosa è la forza del dolore. È una piena maledetta.

Gaymard, in 33 pagine come gli anni di Cristo, isola punti nodali di Rigoni Stern. La sua vita in continuo movimento, la sua passione per una scrittura robusta, fatta di nodi semplici, piena di voci dal bosco. È stato, quest’uomo con barba e pastrano che cammina in copertina, un vero sergente della penna. Un classico della letteratura che ha avuto bisogno di una guerra spaventosa per cacciare i mostri dalle loro tane.
All’apice del dolore, ha saputo ributtarlo indietro o da dove veniva. Con la grazia di certi animali dei boschi. Ecco perché tutti i suoi libri parlano la stessa lingua de bois delle volpi, martore, allodole o cuculi. Prendendo i loro frulli, e la loro vita naturale, Rigoni Stern si è difeso dalla violenza offensiva di una guerra orfana e bastarda.

Hanno detto di questo libro che segna in qualche modo un avvicinamento tra la Savoia e la Val d’Aosta. Forse, anche. Più di tutto, però, è l’evolversi del dolore in una dimensione che soltanto gli angeli, o le martore quando la luna imbianca il bosco, sanno prendere ai nostri occhi. Per non lasciarla più.

di Alberto Pezzini

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